Giornata moderatamente positiva per le Borse europee: Parigi ha chiuso in rialzo dello 0,56%, Francoforte dello 0,19%, Londra dello 0,03%. Anche Piazza Affari ha chiuso in leggero rialzo, con con Ftse Mib a 16.297,26 (+0,19%) e Ftse Italia All-Share a 17.875,75 (+0,05%), una giornata negativa per gran parte della sessione a causa del perdurare delle tensioni legate all’esito del referendum del 4 dicembre.
Tra i bancari netto calo di Mps (-4,65% a 0,2254 euro per azione) nel giorno della riunione del cda e in vista dell’assemblea di giovedi’. Tra gli altri, Unicredit -1,11%, Intesa Sanpaolo -1,08%, Bpm -3,87%, Ubi -0,75%, Carige -3,30%; in controtendenza Mediobanca che ha chiuso in rialzo dell’1,20% a 6,3350 euro per azione dopo che la scorsa settimana ha approvato il nuovo piano industriale 2016-2019. Azimut segna -6,6%.
Bene gli industriali (Leonardo-Finmeccanica +1,27% e Fiat Chrysler +0,43%) e gli energetici con Eni a +1,53%, Enel +0,89% alla vigilia della presentazione del nuovo piano al 2019 , Saipem +3,44%, Snam +0,40%. Telecom Italia in flessione dello 0,22%, mentre Mediaset ha chiuso sui valori della vigilia (-0,09% a 2,2780 euro per azione) dopo la decisione di rinunciare al ricorso d’urgenza per il sequestro delle azioni Vivendi nell’ambito del contenzioso su Premium.
In netto rialzo del prezzo del petrolio (+3,4% Wti a 47,93 dollari), grazie all’ottimismo sull’accordo tra i produttori per limitare l’output di greggio, e di molte materie prime dopo il sostegno espresso dal presidente cinese Xi Jiping per la creazione di un’area di libero scambio dell’Asia Pacifico.
Sul fronte valutario, l’euro/dollaro è tornato sopra quota 1,06 a 1,06071 (da 1,0589 di venerdì). In netta risalita la sterlina a 0,8515 per un euro e a 1,2455 dollari.
























