Un piano casa, quello precedente, che era «fonte di confusione e un freno agli investimenti». Esordisce così il governatore della Regione Liguria Giovanni Toti, presentando il nuovo piano casa, approvato oggi dalla giunta. «C’è chi ha commentato senza leggere, non servirà a cementificare, ma agisce su ripresa e sviluppo, visto che aiuterà a riqualificare gli immobili».
E poi si concede una battuta: «Ho sentito un coro di piagnistei di amministrazioni o associazioni che sono al governo da 30 anni e non solo non hanno impedito la cementificazione selvaggia, ma hanno anche fallito la ripresa legata a questa cementificazione. Con questo piano cerchiamo anche di portare fuori chi abita nelle aree difficili e ad alto rischio con un incentivo».
L’incentivo consiste nella possibilità di ampliamento volumetrico rispetto all’edificio esistente (dal 35 al 50%).

Il settore sta producendo oltre 4 mila disoccupati e per l’assessore all’Urbanistica Marco Scajola si tratterebbe di ossigeno per tutti, non è un caso che le associazioni legate all’edilizia abbiano mostrato grande attenzione e interesse per questo Piano.
«Innanzi tutto il Piano casa diventa permanente – dice Scajola – la legge regionale precedente era poco chiara e i furbetti potevano approfittarne. Con questa semplificazione non diamo adito a dubbi».
I Comuni dovranno adottarlo nel Puc, migliorandolo e adattandolo alle proprie esigenze.
Altro punto di cui Scajola va orgoglioso: «Il Piano è applicabile a edifici condonati. La casa condonata è come le altre, visto che è stata pagata una somma per mettersi in regola. Se io faccio un abuso, condono la casa e la vendo, perché il nuovo proprietario non può muoversi all’interno del piano casa?».
Scajola ci mette passione e si scalda quando arriva a un altro dei punti più discussi ancor prima di essere approvati: «Non faremo i grattacieli nei parchi, le norme saranno più chiare e di conseguenza anche le progettazioni: più semplici, meno costose. C’erano pratiche che non finivano mai. Un parco come quello delle Cinque Terre, che è patrimonio Unesco, non ha un piano di gestione, faremo in modo che questa mancanza venga colmata».
In pratica gli eventuali ampliamenti o le ristrutturazioni diventerebbero realtà solo se arriverà l’ok dall’Ente Parco, se l’intervento sarà compatibile con le norme del parco. Rispetto alla legge precedente sono stati inseriti nel Piano tutti i parchi della Liguria.
Toti ritorna anche sulla questione delle aree protette: «Entro fine legislatura cambierà la governance dei parchi: non devono essere elemento di burocrazia e di controllo. Vorrei che fossero coinvolti imprenditori, associazioni ambientaliste che vogliono dare il loro contributo, non quei signor no che non sono propositivi».
























