Fincantieri ha superato la crisi senza dover chiudere nessun impianto grazie alla prospettiva di lavoro garantita dalla Legge Navale. Lo ha ricordato il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, questa sera al “Dialogo con i ministri Roberta Pinotti e Carlo Calenda” a Palazzo della Meridiana di Genova.
«Ricordate – ha detto Pinottti – quando nel pieno della crisi Fincantieri aveva in programma di chiudere tre cantieri su otto? Allora è nata l’idea della legge navale. Normalmente le navi si ordinano a una-due per volta, finora non era mai stata fatta una legge apposita per un programma completo di rinnovamento navale. Ma la nostra Marina Militare aveva bisogno di un vasto rinnovo della flotta e noi abbiamo pensato di realizzare una legge che prevedesse un pacchetto di ordini in modo da permettere a Fincantieri di non chiudere nessuno stabilimento. Abbiamo fatto rete e siamo riusciti a ribaltare la situazione e ora Fincantieri non soltanto ha lavoro per diversi anni ma potrà fare una sua proposta per un cantiere che unirà l’Italia e la Francia».
Secondo il ministro la legge navale, mettendo a disposizione 5,4 miliardi di euro pha ribaltato la situazione. «Ma – ha precisato Pinotti – tutto questo non è avvenuto per caso, è avvenuto perché c’è stato un governo che ha lavorato bene e un partito che ha avuto una visione».
Il primo passaggio importante per l’elaborazione della Legge Navale si è avuto alla fine del 2013 quando nella Legge di Stabilità 2014 venne inserito il provvedimento che autorizzava contributi ventennali, scadenzati negli anni, da iscrivere nel bilancio del Ministero dello Sviluppo Economico. La somma disponibile fu fissata su 5,4 miliardi di euro circa.
Le unità da costruire erano 6 (più 4 in opzione) Pattugliatori Polifunzionali d’Altura (PPA), una unità anfibia multiruolo LHD (Landing Helicopter Dock), una unità da supporto logistico o LSS (Logistic Support Ship) e, infine, 2 mezzi veloci per gli Incursori.
Un secondo appuntamento importante è avvenuto con il passaggio parlamentare degli Atti del Governo 116 (Programma pluriennale di A/R n. SMD 01/2014, relativo la programma navale per la tutela della capacità marittima della Difesa) e 128 (Utilizzo dei contributi pluriennali). Un passaggio nell’ambito del quale si ricorda come la Marina Militare sia destinata a perdere ben 51 unità navali nel prossimo decennio, parte delle quali da sostituire in tempi relativamente rapidi mentre altre potrebbero essere sostituire su in un secondo momento facendo perno su un auspicatosecondo “Programma Navale”.
























