Cresce la nautica in Italia, il Salone di Genova, che si è chiuso il 24 settembre scorso, ha aumentato il numero dei visitatori, arrivato a circa 121 mila, e i cantieri italiani anche nel 2023 hanno confermato la loro leadership mondiale nel settore dei superyacht. Una crescita alla quale la Liguria partecipa attivamente, con l’attività industriale, la capacità di accoglienza dei suoi porti turistici (secondo il report di Confindustria Nautica la regione con il più alto numero di posti barca è la Sardegna, con 22.899posti, seguita dalla Liguria, con 21.290), e la dinamica in atto a Genova, con la realizzazione del nuovo waterfront di Levante.
Nato da un’idea di Renzo Piano, il progetto prevede che l’area dell’ex Fiera cambi volto, creando una nuova forte polarità urbana e restituendo il mare ai genovesi. I canali rendono il Padiglione B un isolotto circondato dall’acqua e dalle barche e la Casa Vela farà di Genova uno dei maggiori centri nel Mediterraneo per gli sport nautici.
Ma le strutture di per sé non bastano, sono gli uomini che le fanno vivere, e se Genova nella vela sarà protagonista lo dovrà alla passione di chi alla promozione e all’organizzazione di questo sport si dedica (senza compensi). Come Maurizio Buscemi, 60 anni, consulente nel settore commerciale, specializzato nello sviluppo di progetti e nell’ottimizzazione e innovazione di processi. Competenze che ha messo a frutto nei suoi incarichi nella Federazione italiana vela. Buscemi dal 2021 è presidente del Comitato Prima zona della Fiv che comprende le province liguri. Il suo mandato scadrà il prossimo dicembre ma per il prossimo anno si candida al Consiglio federale.
«Dal 2021 – ricorda – mi sono occupato dei 71 circoli velici della Liguria, con particolare attenzione verso la vela paralimpica, cioè l’attività per i diversamente abili, dal 2021 a oggi ho attivato sette centri paralimpici per l’avviamento allo sport delle persone diversamente abili dislocati in tutto il territorio della Prima zona. In questo quadriennio abbiamo accresciuto di circa il 35% il numero degli iscritti ai circoli e abbiamo avviato, ottenendo buoni risultati, l’attività di avvicinamento alla vela, con eventi legati alla promozione di questo sport. C’è stata la Festa dello sport, il recente Sportability day che nasce da questa particolare attenzione che abbiamo verso i diversamente abili. Nel complesso siamo molto attenti alla formazione e alla sicurezza e abbiamo portato avanti un percorso di educazione e di conoscenza dell’ambito velistico non solo orientato all’agonismo ma anche all’attività amatoriale, un percorso pensato per tutti coloro che vogliono avvicinarsi alla vela. Perché la vela è uno degli sport che si possono praticare più a lungo nel corso della vita, dall’infanzia fino alla età più avanzata. E con diversi gradi di competenza Un’altra delle sue prerogative più belle è di essere assolutamente sostenibile, poco impattante sull’ambiente. Ed è estremamente formativo».
– Perché formativo?
«Perché mette insieme persone che hanno competenze diverse, background diversi, età diverse: quando si fa parte di un equipaggio ognuno di noi porta la propria esperienza personale e sportiva e la mette al servizio di tutti. Secondo me questo comportamento, che in barca è indispensabile, ha un alto valore sociale ed educativo. E poi andare in barca a vela ti mette in una relazione profonda con la natura: il velista non può dominare le forze immani del vento e del mare, ma non deve lasciarsene sopraffare. Deve mettersi in sintonia con esse per raggiungere i propri obiettivi. Chi diventa consapevole di questo rapporto impara qualcosa che va ben oltre l’ambito dello sport. Per questo organizziamo tantissimo corsi per adulti ma anche per bambini. A loro poi la vela insegna anche prendersi cura delle cose. Ed è importante. Il bambino che arma e disarma la sua barchetta e controlla nei dettagli che sia a posto acquisisce una modo di vedere che è anche un modo di vivere».
– Insomma, la vela per formare una personalità …
«Sì, anche degli adulti. Un buon velista è in grado di trovare soluzioni a un problema nel momento in cui il problema si viene a verificare. E l’elasticità mentale acquisita in barca mi fa portare a terra l’esperienza fatta in mare, l’abitudine a essere veloci nel cercare soluzioni a problemi, ma questo vale forse un po’ per tutti noi che facciamo vela: portiamo a terra le esperienze che abbiamo fatto in mare e in mare quelle che abbiamo fatto a terra».
– C’è chi considera la vela uno sport per ricchi
«Ma non è assolutamente vero! Se vogliamo parlare di prezzi, teniamo presente che un corso di una settimana per un bambino, una delle famose settimane azzurre, costa mediamente 150 euro. Una attività, per esempio, di sci arriva a costare di più. E nella settimana azzurra abbiamo istruttori formati con i più alti criteri di professionalità e soprattutto di sicurezza. Mettiamo i nostri ragazzi, e anche gli atleti, in mano a istruttori federali che seguono un percorso molto rigoroso e molto attento. Anche il calcio, così popolare, non è che non costi nulla. Un ragazzo che si avvicina al calcio, che entra in una società, tra l”iscrizione, lo spogliatoio, il costo delle scarpe, della borsa e del resto, arriva a una spesa che va dai 400 ai 600 euro, un prezzo elevato per una famiglia, mentre l’iscrizione a un circolo velico di un ragazzo costa dai 120 ai 200 euro all’anno e per l’attività, il circolo mette a disposizione l’attrezzatura, quindi le barche a vela, le palestre».
– A Genova, nell’ambito del waterfront di Levante, sta nascendo la Casa della Vela. Che cosa significa per voi?
«È un progetto fortemente voluto dal presidente nazionale della Fiv Francesco Ettorre e da me. Vuol dire innanzitutto creare a Genova un polo specifico per la vela che ospiterà tutte le federazioni, non solo quelle italiane ma anche le straniere. Attraverso la foresteria che sarà integrata all’interno di Casa Vela potremo accogliere tecnici e atleti di tutto il mondo che verranno ad allenarsi a Genova. La nostra città ha caratteristiche di mare e vento, soprattutto nella stagione che va da settembre a marzo-aprile, tali da poter consentire allenamenti anche in quella che in altre zone viene chiamata bassa stagione. Quindi sui laghi e i mari del Nord d’inverno non ci si allena, a Genova sì. Del resto già adesso vengono atleti dalla Svizzera, dall’Austria, dalla Germania, dalla Lituania. Con la Casa Vela sarà ancora più estesa e organizzata l’ospitalità. Ma questa struttura sarà anche un centro di formazione, noi vorremmo portarvi dei progetti di formazione, uno tra tutti la formazione per le barche d’altura, a partire dai Mini 650 ai Class 40, le famose barche che affrontano l’Atlantico con delle bellissime sfide dove noi abbiamo ottimamente figurato in questo quadriennio, con le vittorie di Alberto Bona, Alberto Riva, Matteo Sericano, Luca Rossetti e tantissimi altri. Abbiamo vinto le transatlantiche contro i nostri competitor di sempre, i francesi. Ecco, proprio seguendo il modello francese, sarebbe mia intenzione creare all’interno di Casa Vela un centro di formazione di altissima professionalità legata alla vela d’altura, ma altura vera nel senso oceanica e quindi, attraverso la collaborazione con le federazioni, con il Coni, con Sport e Salute, con l’Istituto Idrografico, portare all’interno di questi spazi dei progetti orientati alla salvaguardia dell’ambiente, alla sicurezza in mare, alla formazione di marinai che poi andranno a rappresentare l’Italia anche nelle regate e nelle manifestazioni internazionali. Gli spazi di Casa Vela accoglieranno anche eventi culturali, connessi alla vela ma non esclusivamente, per esempio manifestazioni legate all’ambiente, che per noi è molto importante».
– Da dove vengono i fondi per Casa Vela?
«Per Casa Vela Fiv stanzia 4 milioni di euro dei fondi Pnrr, che abbiamo fatto confluire su Genova. Al resto provvederà il Comune. Secondo il preventivo il costo del totale del progetto si aggirerà sui 7,8 milioni di euro. Gli spazi dovranno essere consegnati entro dicembre 2025. Il 9 ottobre abbiamo già fatto la posa della prima pietra in presenza del ministro Abodi e delle autorità, del viceministro Rixi, del sindaco, degli assessori, delle autorità. Le fondamenta sono già state ultimate».
– Come verrà strutturato il complesso?
«Casa Vela verrà integrata sotto la passeggiata pubblica sul mare in continuità con l’asse urbano che dalla stazione di Brignole prosegue lungo viale Brigate Partigiane. Un sistema di scale esterne e un ascensore panoramico garantiranno l’accessibilità e la fruibilità pubblica. Sarà una bellissima passeggiata».
– La gestione sarà affidata alla Fiv?
«Sì, attraverso una concessione, perché Casa Vela insisterà su aree di Porto Antico e Autorità Portuale. Io mi candido al Consiglio al federale perché credo sia importante avere a livello nazionale un interlocutore del territorio, che ne conosca le esigenze e le sappia coniugare con quelle della Federazione. Per lo stesso ordine di motivi mi candido, con Fratelli d’Italia, al consiglio regionale: vorrei stabilire un ponte tra l’attività velistica e le istituzioni».
– A Genova e alla Liguria dal punto di vista economico che cosa porta la vela?
«Le attività velistiche sono importanti perché si si svolgono durante tutto l’anno e la Liguria con le sue caratteristiche climatiche in periodi di destagionalizzazione attira moltissimi partecipanti. Prendiamo per esempio l’ultimo campionato giovanile che c’è stato qua a Genova e ha accolto 780 atleti, 780 velisti. Sono arrivate arrivate circa 3.500 persone, tra familiari, allenatori e tecnici, che sicuramente hanno lasciato sul territorio della ricchezza, hanno aiutato categorie, come quelle degli albergatori, degli alberghi diffusi, dell’accoglienza in generale. Ed è stato anche un modo per presentare la nostra città, perché ricordiamoci che il velista è anche un turista molto attento, ha una formazione che favorisce l’apertura mentale, l’attenzione all’ambiente. Il Campionato giovanile che c’è stato a fine agosto e fine settembre ed è costato circa 280 mila euro, pagati per 120 mila euro dal Comune e per il resto dalla Fiv e dagli sponsor, ha avuto una valenza turistica ma ha portato lavoro anche in diversi altri settori. Hanno collaborato con noi moltissime maestranze, chi ci ha noleggiato le tensostrutture per accogliere le barche e le attrezzature sportive, gli operatori delle macchine di sollevamento, quelli che hanno creato le rastrelliere per mettere in sicurezza le barche. E non dimentichiamo che il turismo velico è un turismo di alta qualità perché ha un bassissimo impatto ambientale. Un turista che arriva con la sua barca gode del gode del nostro ambiente, della nostra splendida costa, della nostra bellissima accoglienza, e poi quando va via non lascia traccia sul territorio. Ed è in genere una persona aperta agli stimoli culturali. Capace, per esempio, di apprezzare il nostro centro storico. Tant’è vero che noi per questi turisti abbiamo creato il Welcome Package, all’interno del quale i turisti trovavano il City Pass per andare a visitare tutti i palazzi dei Rolli e andare all’Aquario, al Museo Galata. abbiamo fornito loro delle indicazioni per quanto riguarda i tour organizzati da Genova Cultura, da quelle associazioni che si occupano del territorio per fare conoscere il territorio con decisamente ottimi risultati. Credo che questa impostazione volta a fare sistema possa essere utile anche per altri sport. Il turismo sportivo a Genova sarà sempre più importante. E noi possiamo contare sul nuovo, bellissimo, Palasport e l’impiantistica. Tutta la Liguria ha una buona impiantistica sportiva, tanto è vero che quest’anno Genova è stata capitale europea dello sport, il prossimo anno la Liguria sarà la regione europea dello sport. E abbiamo il vantaggio di una stagione molto lunga».
























