Ci sono anche molti nomi genovesi nel rapporto “100 Italian Life Sciences“, l’annuale viaggio nell’innovazione italiana promosso da Fondazione Symbola ed Enel, grazie alla collaborazione con Farmindustria. Quest’anno il tema portante sono le tecnologie per la salute.
Il rapporto è stato presentato ieri da Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola e Francesco Starace, amministratore delegato e direttore generale Enel.
Tra le 100 storie italiane di ricerca e nuove tecnologie nell’ambito della salute, la genovese D-Heart, una start-up che ha realizzato è un elettrocardiografo portatile ed estremamente leggero (pesa solo 196gr) che può collegarsi via Bluetooth a qualsiasi smartphone. I dati, raccolti da un’app appositamente sviluppata, possono essere condivisi con un team di cardiologi che li analizza e invia il referto entro 15 minuti.
Non può mancare l’Istituto Italiano di Tecnologia, che con il robot iCub, sta portando avanti una terapia sperimentale per il trattamento dell’autismo nei bambini attraverso l’uso di umanoidi al Don Orione di Genova. E poi l‘Istituto Giannina Gaslini, l’Ospedale Policlinico San Martino e l’Università di Genova. E ancora, Movendo Technology, Genova High Tech, Med-Italia Biomedica, Polo Ligure Scienze della Vita.
«Affrontare con coraggio la crisi prodotta dalla pandemia da Covid19 e la crisi climatica – ha dichiarato Realacci – non è solo necessario ma rappresenta, come affermiamo nel Manifesto di Assisi, una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e per questo più capaci di futuro. È una sfida di enorme portata che richiede il contributo delle migliori energie tecnologiche, istituzionali, politiche, sociali, culturali. Va portata avanti senza lasciare indietro nessuno, senza lasciare solo nessuno. L’Italia gioca un ruolo di protagonista anche nella filiera delle scienze della vita come raccontiamo in questo dossier attraverso 100 esperienze che testimoniano la qualità delle istituzioni, delle imprese e della ricerca italiane, che sempre più vanno messe al servizio anche di un rafforzamento della medicina territoriale. È un patrimonio di grande valore strategico per il Paese, che concorre a creare buona economia e posti di lavoro nella direzione di una visione umanistica del futuro»
«La filiera delle scienze della vita rappresenta un patrimonio di grande valore strategico per il Paese – ha commentato Starace – che concorre a creare sviluppo economico e posti di lavoro nella direzione di una visione umanistica del futuro. La pandemia ha portato a ripensare molti aspetti della nostra vita quotidiana, a partire dall’attenzione alla salute. Per questo motivo abbiamo deciso insieme a Symbola, in collaborazione con Farmindustria, di raccontare 100 storie di aziende, ricercatori, scienziati, università, start-up e strutture sanitarie che ogni giorno lavorano per garantire la salute delle persone e permettono di avere a disposizione i migliori strumenti per la cura e il miglioramento della qualità di vita dei pazienti. Il rapporto mette in luce una vera e propria eccellenza per il nostro Paese, un patrimonio di competenze, innovazioni e tecnologie apprezzato e riconosciuto in tutto il mondo».