Il sistema sanitario ligure è al lavoro per individuare nuovi posti per terapia intensiva e malattie infettive e la Protezione civile sta valutando le strutture più idonee a ospitare persone in isolamento fiduciario obbligatorio e quelle dimesse dagli ospedali e bisognose di una sorta di dimissione protetta. È quanto risulta al termine della riunione sull’emergenza Coronavirus che si è svolta questa mattina in prefettura a Genova.
«Ci stiamo attrezzando – dichiara l’assesore alla Sanità Sonia Viale – per individuare 65 posti per Terapia intensiva (con possibilità di dedicarne ulteriori) e 250 posti per Malattie infettive. Lo ha richiesto anche il governo nell’ultimo Dpcm ma noi ci stiamo lavorando da tempo, con il coinvolgimento di tutti gli ospedali in un’ottica di sistema: dobbiamo essere preparati ad affrontare il peggio. Non si interviene su un solo ospedale, ma con una valutazione su tutta la rete ospedaliera ligure».
Viale aggiunge che «i 65 posti per Terapia intensiva (con possibilità di dedicarne ulteriori) e i 250 posti per Malattie infettive verranno recuperati coinvolgendo tutti gli ospedali liguri, da Ventimiglia a Sarzana. Non c’è un’azione su un solo ospedale di un’area o di un’altra, ma è stata fatta una valutazione su tutta la rete ospedaliera ligure. Quindi nessuno si deve sentire penalizzato, è un lavoro di sistema. I numeri di posti letto aggiuntivi necessari sono stati stimati dai nostri esperti sulla base anche dell’andamento della situazione in Lombardia. Non è un bisogno di oggi ma è una prospettiva possibile per cui noi vogliamo essere colti impreparati. Le prime modifiche sono già in corso e necessariamente richiedono una pianificazione. Si tratta di una scelta ragionevole, anche sulla base del provvedimento nazionale del 4 marzo che ha imposto un rallentamento di tutte le attività del paese. È un momento in cui serve prudenza e cautela».
Per quanto riguarda le necessità individuate dalla Protezione civile, spiega l’assessore alla Protezione civile Giacomo Giampedrone, «lo schema che abbiamo approntato riguarda 120 posti in area metropolitana, 60 a ponente e altrettanti a levante. Le strutture individuate ospiteranno da un lato i cosiddetti ‘contatti di caso’ ovvero persone asintomatiche che devono effettuare il periodo di isolamento fiduciario obbligatorio in un luogo idoneo e, dall’altro, coloro che vengono dimessi dagli ospedali e hanno bisogno di una sorta di ‘dimissione protetta’ prima di poter tornare a casa. Queste persone non sono appestate, stanno bene ma hanno bisogno di un luogo idoneo dove concludere il periodo di isolamento fiduciario e per questo vanno aiutate, sostenute e accompagnate. Su questo chiedo a tutti di avere un atteggiamento di grande rispetto, ci vuole senso civico quando si affrontano queste emergenze».
«Stiamo ragionando sostanzialmente di strutture private – precisa Giampedrone – abbiamo in corso una verifica sulla scuola di Polizia penitenziaria di Cairo Montenotte che è pronta, attiva e sufficientemente decentrata. Su questo abbiamo un via libera di massima sia da parte del ministero della Giustizia sia da parte della Provincia di Savona. Per il resto ragioneremo di strutture alberghiere vuote e Rsa. Per quanto riguarda il capoluogo, stiamo ragionando su una Rsa attualmente vuota con 56 stanze in cui spero entro oggi di poter trasferire i marittimi attualmente in quarantena a bordo della nave ormeggiata in porto. Con il Comune stiamo valutando anche il possibile utilizzo dei 17 appartamenti dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto. Sulla Spezia invece la proposta è quella di utilizzare 17 posti nell’ex ospedale militare Falcomatà che sono già in pronta disponibilità perché la struttura è stata appena ristrutturata per ospitare in futuro il polo universitario. Il resto dei posti lo raggiungeremo con strutture alberghiere».
























