Chiusura in deciso ribasso per le Borse europee, che scontano le nuove difficoltà della Brexit, con il rinvio del voto sul trattato al Parlamento britannico. I listini hanno risentito anche delle incertezze relative al negoziato Usa-Cina dopo l’arresto di Meng Wanzhou, figlia del fondatore di Huawei e responsabile finanziario del colosso cinese, e di alcuni segnali di indebolimento dell’economia globale: il Giappone ha rivisto la contrazione del pil del terzo trimestre (-0,6% e non -0,3%) e in Cina le esportazioni a novembre sono scese sul mese precedente del 12,6%.
Il Dax di di Francoforte segna-1,54%, il Cac 40 di Parigi -1,47%, il Ftse 100 di Londra -0,71%.
Milano ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All-Share a 20.238,12 punti (-1,75%) e Ftse Mib a 18.410,13 punti (-1,77%). In contrazione lo spread BtP Italia/Bund a 10 anni, attestato su 286 punti base (288 pb venerdì sera).
A Piazza Affari nessun rialzo sul Mib, tra i ribassi spiccano Mediaset (-4,92% a causa del downgrade deciso da Jp Morgan da neutral a underweight con target price abbassato da 3,10 a 2 euro), Moncler (-4,86% dopo che Goldman Sachs ha tagliato le stime di crescita e di utili del comparto del lusso per il biennio 2019-2020), Saipem (-4,58% in scia al calo del greggio), Buzzi Unicem (-3,55%).
Sterlina in calo a 1,254 dollari e 0,906 euro.
Fra le materie prime calano le quotazioni del petrolio, con Wti e Brent rispettivamente a 51,6 e 60,8 dollari al barile, nonostante l’accordo dell’Opec sui tagli alla produzione. Oro sui 1.245 dollari l’oncia.
























