Ha fatto tappa anche in Liguria Gerardo Longobardi, presidente nazionale dell’Ordine dei Commercialisti. In un incontro affollato e seguito, Longobardi ha fatto chiarezza su tanti argomenti “caldi” per la professione: «Il 71% dei 730 precompilati dovranno essere controllati e integrati, che fretta c’è di avere la sostituzione unica di imposta entro il 7 marzo? Il processo di semplificazione porta con sé nuovi obblighi di comunicazione. Con l’intento di semplificare la presentazione del modello 730, i sostituti d’imposta sono sottoposti a un tour de force che finisce per scaricare su questi ultimi il peso e i costi di tale semplificazione, in un quadro di adempimenti attualmente già troppo gravoso e oneroso per imprese e professionisti»
Longobardi ha anche ribadito che l’Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) ha dato il via libera anche all’estensione delle polizze assicurative per coprire le nuove responsabilità previste in capo al professionista in caso di rilascio infedele del visto di conformità sui 730.
Secondo l’Ivass “la somma che i commercialisti sarebbero tenuti a pagare in caso di errore, ha natura risarcitoria e non di sanzione amministrativa” in quanto risultano come intermediari nei rapporti tra Amministrazione finanziaria e contribuente.

Altro tema quello della voluntary disclosure: “Da gennaio dell’anno scorso il professionista è obbligato a segnalare movimenti sospetti. È chiaro che così facendo avrei sconsigliato i clienti ad avvicinarsi alla voluntary disclosure ma sul sito del ministero dell’Economia, nella pagina dedicata all’antiriciclaggio, c’è un chiarimento: qualora il potenziale cliente chieda al professionista e poi rinunci a fare la voluntary disclosure perché troppo onerosa, non corre l’obbligo di segnalazione di operazione sospetta. Questo obbligo decorre da quando arriva il conferimento dell’incarico».
Per quanto riguarda l’antiriciclaggio, Longobardi rimarca la battaglia per l’eliminazione delle sanzioni penali per violazioni di carattere formale: «Il veicolo legislativo si dovrebbe trovare al più presto, ma non dovrebbero aumentare però le sanzioni amministrative, altrimenti sarebbe inutile».
Discussione aperta anche sull’estrazione dei professionisti che dovranno fare i revisori dei conti negli enti locali. Secondo i commercialisti si tratta di un sistema che rischia sia di dissipare importanti patrimoni culturali, professionali e di esperienza, sia di ostacolare il corretto ricambio generazionale, impedendo fisiologici “travasi” di competenze e crescita di nuove e giovani figure in grado di fronteggiare le gravose responsabilità connesse al ruolo.
Il meccanismo impone al revisore al debutto di impegnarsi nei comuni medio-piccoli dove, essendo da solo, rischia di trovarsi impreparato alla complessità del ruolo, cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni. I colleghi liguri però fanno notare che in Liguria solo 15 incarichi potrebbero essere assegnati in questo modo, la proposta alternativa è quella di trovare un sistema di affiancamento.
«I giovani ai primi incarichi – annuncia Longobardi – potrebbero cominciare in organismi collegiali, tutorati e tutelati da chi ha maggiore esperienza. In ogni caso preferisco il male dell’estrazione all’essere scendiletto dell’assessore. Alcuni professionisti non estratti ma nominati hanno mostrato scarsa professionalità. Abbiamo pensato a un corso e-learning gratuito per la formazione di chi opera negli enti locali. Il modo per far desistere uno che potrebbe fare bene il proprio lavoro, ma disturbando chi invece vorrebbe di no, è deliberare uno stipendio basso, si dovrebbe evitare questa possibilità. I compensi sono fermi al 2005, avrebbero dovuto essere cambiati ogni 3 anni. C’è un limite massimo ma non il limite minimo». Per Longobardi il rimborso spese non può eccedere del 50% del compenso. È stata chiesta anche una rivisitazione dei compensi all’unione dei Comuni, visto che unisce più enti. «Questa è un’attività delicata – dice il presidente nazionale – un revisore di ente locale ha almeno 95 obblighi che gli competono e svolge una funzione di grande legalità, è la sentinella della Corte dei Conti».
Longobardi è convinto che nella professione del Commercialista la grande differenza la possono fare le specializzazioni: «Portare giacca e cravatta o essere ben vestiti non significa passarsela bene. Al di la dell’abito professionale tanti colleghi magari hanno difficoltà a pagare l’affitto dello studio o le utenze. Per questo abbiamo deliberato la nascita di scuole di alta formazione, gestite da ordini locali su basi regionali o pluriregionali. Un elemento qualificante che ci permetterà di voltare pagina. Non possiamo pensare di vivere di soli 730 o Unico, la Finanza per esempio è un campo tutto da coltivare».
























