La giunta della Regione Liguria istituisce l’Unità centrale di gestione dell’assistenza sanitaria e dei tempi e delle liste di attesa in ottemperanza al decreto legge sulle liste d’attesa. Lo riporta l’Agenzia Dire. Ma per l’opposizione è un primo segnale della volontà anche da parte del centrodestra di smantellare Alisa, l’azienda della sanità regionale.
«Mentre, da un lato, Gratarola e la destra difendono il loro modello di sanità a partire da Alisa – dichiara alla Dire il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Luca Garibaldi – dall’altra parte, è proprio la giunta a riconoscere che Alisa non funziona. Tant’è che in una delibera di giunta di pochi giorni fa stabilisce che sarà il dipartimento Salute a doversi occupare, con una nuova struttura, del recupero delle liste d’attesa».
La nuova realtà nasce direttamente in seno all’assessorato ed è coordinata dallo stesso assessore. Nella delibera istitutiva, che rimanda a un futuro atto l’individuazione del Responsabile unico regionale dell’assistenza sanitaria, Alisa non sembra effettivamente chiamata in causa: oltre all’assessore, l’unità è composta dal direttore generale dell’area Salute e servizi sociali della Regione, dal dirigente del servizio Gestione e controlli economico-finanziari e da quello del settore Rapporti di lavoro e contratti del personale dipendente e convenzionato del sistema sanitario regionale. Tuttavia, il provvedimento prevede anche la possibilità di avvalersi di ulteriori professionisti esperti in materia.
«A gennaio era stata prevista pure una cabina di regia sulle liste d’attesa con Liguria Digitale ed Alisa e ora tutto viene di nuovo cambiato – rimarca Garibaldi – che Alisa fosse un disastro lo dicevamo da tempo, ora che non sia in grado di occuparsi di nulla è proprio la destra a certificarlo, con lo stesso assessore Gratarola che in pubblico la difende ancora».
Nel primo dibattito tra candidati governatori che si è svolto lunedì sera, secondo quanto riporta la Dire, tutti gli aspiranti presidenti hanno confermato la volontà di abolire Alisa, ad eccezione del sindaco di Genova e candidato del centrodestra, Marco Bucci, che ha manifestato l’intenzione di rivederne l’impostazione. Per Garibaldi, «la si tiene in piedi per non irritare la Lega e Toti. Un’operazione che costa però 200 milioni l’anno. La destra ha fallito ogni programmazione e ha mandato in collasso la sanità pubblica. E non ha neppure il coraggio di ammettere che Alisa va chiusa mentre, nei fatti, la svuota, tenendola in piedi e togliendo risorse al personale e alle aziende»