Il rischio di una progressiva intensificazione dei conflitti in Medio Oriente ha causato un aumento del prezzo del petrolio con conseguente rialzo dei titoli oil ed energetici in tutta Europa, ma anche un calo dei titoli tech e bancari. Il complesso di questo fattori ha frenato i listini e le principali Borse europee hanno chiuso in ribasso, con l’eccezione di Parigi (+0,18%). Milano segna -0,13%, Madrid -0,11%, Francoforte -0,09%. Spread Btp/Bund sui 137 punti (variazione +0,47%, rendimento Btp 10 anni +3,59%, rendimento Bund 10 anni +2,21%).
A Piazza Affari guida il listino principale Telecom (+2,1%) in scia alle indiscrezioni su una possibile cordata in preparazione, per rilevare la quota di Vivendi, seguita dagli energetici Tenaris (+1,26%), Erg (+1,18%), Eni (+0,94%). In coda recordati (-1,07%), seguita da Unipol (-0,9%), Bper Banca (-0,86%), St (-0,84%)
Sul mercato valutario cala il dollaro con la prospettiva del taglio dei tassi Fed, l’euro che scambia a 1,1166 dollari (da 1,1186 venerdì in chiusura). Si rafforza lo yen, che incrocia la divisa europea a 161,40 (da 162,09) e il dollaro a 144,55 (da 144,84).
Il prezzo del gas sale del 2,3% a 37,7 euro al MWh, per quanto riguarda il petrolio il future ottobre sul Wti guadagna il 3,1% a 77,2 dollari al barile e l’analoga consegna sul Brent il 2,8% a 81,2 dollari. Oro sempre sui massimi sopra 2.500 dollari l’oncia con la consegna spot a 2.517 dollari.