Acciaio, in Liguria crolla il risultato netto delle aziende: -63,11%

I dati sono emersi dal report Bilanci d'Acciaio di Siderweb

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Dopo un 2023 di frenata rispetto al “biennio magico” 2021-2022, nel 2024 la siderurgia italiana si conferma in rallentamento. I bilanci delle aziende del comparto, chiusi lo scorso 31 dicembre, riflettono la persistente complessità del contesto economico e geopolitico, caratterizzato da un rallentamento della domanda e da una diminuzione della produzione siderurgica a livello globale.

A livello nazionale i principali indicatori sono risultati, quindi, in frenata. In particolare, il fatturato del settore ha subito un ridimensionamento del 9%; il valore aggiunto è sceso del 15% e gli utili del 30%; l’Ebitda è calato del 29%.

Sono i dati contenuti nel report Bilanci d’Acciaio di Siderweb. Giunto alla 17esima edizione, è realizzato dall’Ufficio Studi siderweb in collaborazione con i professori Claudio Teodori e Cristian Carini dell’Università degli Studi di Brescia ed è sponsorizzato da BPER Banca e Regesta Group. L’analisi riguarda i bilanci di 1.764 imprese di produzione, prima trasformazione, centri servizio e distribuzione di acciaio ed è completata da un sondaggio relativo al 2025 e alle prospettive a breve termine.

In particolare, per quanto riguarda le 29 aziende del settore in Liguria, il dato è ancora più negativo: -12,17% il fatturato, -18,13% il valore aggiunto, -30,98% l’ebitda, addirittura -63,11% il risultato netto. Il patrimonio netto invece ha perso il 3,77%. (segue dopo la tabella)

NOME AZIENDA PROVINCIA SETTORE DI APPARTENENZA FATTURATO VALORE AGGIUNTO EBITDA RISULTATO NETTO TOTALE ATTIVO
ACCIAI DI QUALITÀ SPA GENOVA TAGLIO E LAVORAZIONE LAMIERA 71.913.486 12.128.745 7.009.676 2.784.417 59.093.238
ANSELMO SRL SAVONA COMMERCIO DI ROTTAME E FERROLEGHE 6.068.468 1.906.703 820.932 40.584 4.671.834
ARINOX SPA GENOVA PRODUZIONE 218.516.956 43.231.558 28.347.220 27.356.622 315.022.779
BOCCACCI SPA LA SPEZIA PRODUZIONE 53.628.379 22.358.678 11.580.636 2.612.642 66.446.568
CANCELLIERI GIUSEPPE SRL GENOVA COMMERCIO DI ROTTAME E FERROLEGHE 2.365.343 965.726 448.431 185.740 1.033.279
CEROSILLO RAG. DARIO SRL GENOVA COMMERCIO DI ROTTAME E FERROLEGHE 3.191.593 585.044 219.383 9.972 1.361.765
COMET RECYCLING SRL SAVONA COMMERCIO DI ROTTAME E FERROLEGHE 2.607.297 1.329.762 696.376 56.839 3.975.124
DUFERCO COMMERCIALE SPA GENOVA DISTRIBUZIONE 558.286.366 13.797.215 9.347.904 -3.216.581 354.578.323
EMMEBI SISTEMI PER L’AMBIENTE SRL GENOVA COMMERCIO DI ROTTAME E FERROLEGHE 79.650.139 1.599.812 867.759 263.797 15.504.073
EREDI MASTROIANNI SRL SAVONA COMMERCIO DI ROTTAME E FERROLEGHE 609.004 149.566 -7.704 -37.653 1.242.959
EUROMET SRL GENOVA DISTRIBUZIONE 6.812.564 4.593.968 3.930.586 2.627.679 7.722.427
F.I.L. FABBRICA ITALIANA LAMIERE SRL GENOVA PRODUZIONE 117.951.401 3.073.510 1.492.043 977.809 52.285.745
FERRONAVI SRL LA SPEZIA CENTRI SERVIZIO 12.312.834 3.399.399 1.007.235 87.406 14.731.190
FERROTRADE SRL GENOVA COMMERCIO DI ROTTAME E FERROLEGHE 13.565.320 1.639.899 662.399 84.735 7.330.832
GALMET SPA GENOVA COMMERCIO DI ROTTAME E FERROLEGHE 64.885.898 2.566.611 2.057.129 -768.247 35.943.343
I.M.S. SPA GENOVA CENTRI SERVIZIO 24.084.180 3.781.096 2.956.197 1.861.586 15.233.766
METINVEST TRAMETAL SPA GENOVA PRODUZIONE 470.327.698 32.355.233 6.785.952 7.830.056 942.895.040
MIRABELLI SRL GENOVA COMMERCIO DI ROTTAME E FERROLEGHE 11.340.646 871.353 486.268 93.372 4.183.411
NUOVA MALCO SRL LA SPEZIA COMMERCIO DI ROTTAME E FERROLEGHE 16.155.598 2.671.504 1.648.374 636.181 6.865.357
OFFICINE FONDERIE PATRONE SPA LA SPEZIA PRODUZIONE 28.761.390 11.358.726 7.050.744 3.305.479 41.039.645
OSTP ITALY SRL GENOVA DISTRIBUZIONE 10.291.825 1.150.599 145.638 -185.582 11.483.031
RISALITI SRL GENOVA COMMERCIO DI ROTTAME E FERROLEGHE 61.933.090 2.503.978 1.847.299 236.657 18.103.882
RTR SRL LA SPEZIA COMMERCIO DI ROTTAME E FERROLEGHE 9.527.331 1.858.154 1.184.561 66.700 5.952.222
SAVINOX SRL SAVONA DISTRIBUZIONE 9.565.178 1.735.022 712.228 44.837 9.118.671
SOCIETÀ ITALIANA ACCIAI TUBI SIAT SPA GENOVA DISTRIBUZIONE 175.679.766 2.846.891 976.748 710.536 89.831.813
TECNOSID SRL GENOVA DISTRIBUZIONE 22.941.882 701.820 387.063 102.425 15.954.265
TRANCERIA LIGURE SRL GENOVA TAGLIO E LAVORAZIONE LAMIERA 3.118.544 799.415 338.574 173.718 2.312.853
TUBINO METALLI SRL GENOVA COMMERCIO DI ROTTAME E FERROLEGHE 2.629.464 683.625 482.786 271.175 4.253.826
VICO SRL SAVONA COMMERCIO DI ROTTAME E FERROLEGHE 51.171.514 26.139.302 15.699.459 7.328.951 45.243.700
               
TOTALE 2024     2.109.893.154 202.782.914 109.181.896 55.541.852 2.153.414.961
TOTALE 2023     2.402.122.119 247.693.599 158.193.056 150.579.266 2.139.566.482
VAR. % 2024/2023     -12,17% -18,13% -30,98% -63,11% 0,65%

«I dati dei bilanci 2024 e il nostro sondaggio sul 2025 fotografano le criticità reali del settore: Ebitda sotto pressione e una filiera molto frammentata. Bilanci d’Acciaio 2025 – ha sottolineato l’amministratore delegato di siderweb, Paolo Morandi – è l’evento di siderweb che permette agli operatori del comparto di incontrarsi per fare il punto della situazione e guardare al futuro. Il 2024 è stato caratterizzato da un contesto competitivo, nel quale si sono intrecciati fattori e incognite quali trasformazione tecnologica, geopolitica, energetica, ambientale, dazi e normative europee, e pertanto richiede scelte e non più alibi. È quindi necessario fare un passo avanti e, per riuscirci, sono necessari tre elementi: la consapevolezza dei numeri, la visione per provare ad immaginare il futuro, il coraggio di innovare e di investire sui giovani e sulle competenze».

Acciaio, le prospettive nazionali (non solo Liguria)

Il 2024 ha presentato un quadro economico, nel complesso, non soddisfacente, che nel 2025 non sta dando sensibili segnali di ripresa: nei primi 9 mesi dell’anno, la produzione mondiale di acciaio è scesa dell’1,6% secondo worldsteel (quella italiana invece è cresciuta del 3,2% tendenziale, dati Federacciai); le previsioni sul Pil sono al ribasso e l’industria fatica a ripartire.

Risulta pertanto centrale considerare alcuni elementi di criticità in vista del 2026. In particolare, secondo l’analisi di Bilanci d’Acciaio, dovrebbero continuare a pesare i prezzi dell’energia, così come le problematiche relative ai futuri approvvigionamenti di rottame. Accanto a questi, non mancheranno fenomeni esogeni che andranno ad influenzare il comparto: l’instabilità politica, una nuova geografia economica, la definizione delle politiche dell’Ue sull’acciaio, le politiche di dumping, la perdita di competitività di alcuni settori utilizzatori, gli impatti diretti e indiretti dei dazi e delle politiche protezionistiche.

Come le imprese stanno rispondendo a questi segnali è il risultato del questionario che siderweb ha sottoposto a un campione rappresentativo della filiera dell’acciaio nazionale (con aziende appartenenti prevalentemente a tre comparti: 38% produzione, 21% centri servizio, 30% distribuzione). Le domande hanno riguardato le attese per i risultati di bilancio 2025 e le prospettive per il 2026.

Per quest’anno sia l’attività svolta, espressa dal fatturato, sia i risultati economici sono previsti in generale calo, non trascurabile in alcune realtà. Il 53% delle imprese si attende un calo del fatturato nel 2025 e il 53% una contrazione dell’incidenza dell’Ebitda sulle vendite. Il 47% stima un decremento del risultato economico (il 30% prevede stabilità e il 17% un miglioramento).

L’elemento di maggiore criticità di natura economica percepita, come lo scorso anno, rimane decisamente il costo dell’energia (29,5% dei rispondenti). Seguono il ridotto valore aggiunto dei prodotti (19,3%) e il costo di materie prime e semiprodotti (17,5%). Fra i principali fattori di criticità di natura strategica e di contesto spiccano le politiche green dell’Ue (19,2%), la perdita di competitività (18,6%) e la concorrenza sleale o dumping (12,8%).

Gli investimenti sono prevalentemente di rinnovo (43,4%) e di ammodernamento (31,6%), mentre in misura minore sono indicati quelli di ampliamento (21,1%). Sforzi aziendali che si concentrano soprattutto in innovazione e automazione (28,7%), con un ruolo rilevante per quelli in sicurezza (24,0%) e digitalizzazione (18,6%)

Il 2026 è invece connotato da attese per una lieve ripresa. Il 43,4% delle imprese si aspetta un incremento del fatturato inferiore al 10% e il 34% propende per una stabilità, mentre il 13,2% si attende un aumento tra il 10% e il 20%.

Secondo il campione di imprese intervistate assumeranno particolare rilevanza gli impatti che i prezzi e la disponibilità del rottame avranno sui costi (35,8% lo considera rilevante e il 26,4% molto rilevante) e l’incidenza dei dazi Usa-Ue sulla domanda (56,6% li considera rilevanti e il 18,9% molto rilevanti).