“Respiro la fame infuocata del desiderio”, mostra di Arianna Carossa, artista genovese che vive a New York, è stata pensata per gli spazi dell’ex ospedale psichiatrico di Genova Quarto. Non è una scelta casuale. Perché il desiderio, se non riusciamo a controllarlo, può travolgere gli argini psichici che lo devono incanalare, ed essere distruttivo. Un pericolo che minaccia la stabilità e la sicurezza di tutti noi ma è anche fonte di creatività e del nostro agire, se integrato nella sfera razionale. E può essere rappresentato in un ‘opera d’arte, se l’artista riesce a sottoporlo alla propria disciplina formale. È ciò che fa Arianna Carossa, traducendo la “fame infuocata” in opere marmoree nude, severe, allusive.

Così, chi visita la palestra e il cortile interno dell’ex nosocomio, dove sono ospitate le opere dell’artista genovese, è attraversato dalla tensione drammatica che si crea tra il mondo infero del desiderio che brucia e l’ordine formale sovrastante – reso con un classicismo recuperato in forma ultramoderna – che lo evoca e lo domina. Due mani sospese sono congiunte come a chiedere che sia esaudito un desiderio. Sotto di loro, però, sul pavimento, sono accumulate decine di falangette: che fanno pensare a tante mani, al desiderio che si irradia. Anche l’opera di Valentina Furian, incorporata nella mostra, una mano chiusa come un cannocchiale, che al fondo ha una lente dietro la quale si vede una casa è inghiottita dalle fiamme, ci fa intuire il fuoco distruttivo che arde nel nostro profondo.
Nella palestra vediamo anche una silhouette in cui l’autrice rappresenta se stessa: è una cornice vuota, Arianna ha lavorato per sottrazione: «perché – spiega – sono i confini che non ti fanno invadere. Dentro c’è il vuoto. Che è una possibilità e una minaccia. Il vuoto è connesso con la noia e la noia può spingere a essere creativi. Ma il vuoto ti può anche annientare. Pensiamo al vuoto eterno, infinito».
A evocarlo è una lastra di marmo, simbolo di morte. È la fine del desiderio, noia eterna, o il desiderio senza fine, che ci rende passivi perché non può essere esaudito? Il significato della mostra non appartiene più solo all’autrice: la lapide nella sua nudità, invita il visitatore a darle il proprio senso.
Respiro la fame infuocata del desiderio
Una mostra di Arianna Carossa
con la partecipazione di Valentina Furian
a cura di Guia Cortassa
dal 18 luglio al 30 agosto
Spazio 21, sala L
Via Giovanni Maggio, 4
16147 Genova
Visitabile su appuntamento
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Arianna Carossa è nata a Genova nel 1973. Vive e lavora a Brooklyn, New York. Inizia la sua carriera come pittrice esponendo nel 1999 all’Arc Gallery di Chicago, alla Biennale d’arte contemporanea a San Pietruburgo presso il Manage del Museo Ermitage , alla Biennale degli artisti del Mediterraneo in Tunisia; lavora a Londra con la Dostojesky Foundation. Nel 2005 sposta il focus della sua ricerca sulla scultura trasferendosi poi nel 2010 attraverso il premio dell’ISCP a New York dove attualmente vive. Nel suo lavoro fa uso di una gamma di tecniche diverse, come la pittura, la scultura la performance, il video. Nel 2014 esce il libro “The aesthetic of my disappearance “ lanciato dal Moma/PS1. Partecipa al sessantesimo premio internazionale Ceramic now, Faenza al museo MIIC, espone a Documenta 11 Kunstbalkon a Kassel, al MACRO di Roma, Lower Manhattan Council di New York, Fondazione Antinori, Firenze, Vittoriano a Roma, Museo di Villa Croce a Genova, Museo dellla Miniera di Citta’ del Messico, Istituto Italiano di cultura di Citta del Messico, La plaza cultural di NYC, Clemente Building in NYC, New York, Ps1 NewYork, vince nel 2020 il primo NYFA della città di New York.
Valentina Furian è nata nel 1989 a Venezia, Nel 2024 viene invitata alla Biennale Gherdëina, Ortisei (IT). Nello stesso anno vince il New York Prize con ISCP – International Studio & Curatorial Program, New York, (USA). Nel 2023 è stata artista in residenza presso Proa21, Fondazione PROA, Buenos Aires (AR) in collaborazione con GAMeC, Bergamo ed è stata selezionata per il progetto Nuovo Forno del Pane con MAMbo | Museo d’Arte Moderna di Bologna (IT). Nello stesso anno il suo lavoro è stato esposto alla Fondazione Stelline, Milano (IT) e al MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo a Roma (IT). Nel 2022 ha presentato il suo lavoro al festival Rencontres Internationales Paris/Berlin (FR). Lavora principalmente con immagini in movimento e installazioni time-based. Valentina Furian utilizza film, performance e fotografia per indagare il rapporto tra realtà e inzione. Il suo approccio cinematografico è un ibrido tra sperimentazione documentaristica e finzione narrativa. La narrazione involontaria è spesso soddisfatta dalla performatività non umana che popola i suoi set. La sua ricerca nasce dalla relazione interspecifica tra essere umano ed essere naturale, ricercando il valore del selvaggio nella vita di tutti i giorni e indagando l’addomesticamento animale e umano come forma di potere.
Guia Cortassa collabora con numerose testate italiane ed estere come giornalista culturale; è autrice, conduttrice e selezionatrice per diversi programmi radiofonici incentrati su musica, letteratura e arte contemporanea; ed è una editor e traduttrice per alcune importanti case editrici internazionali. Si è formata all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha conseguito un diploma specialistico di secondo livello in Visual cultures e studi curatoriali. Collabora stabilmente con il quotidiano La Stampa come giornalista culturale. Ha firmato articoli, tra gli altri, su Atlas Obscura, Mousse Magazine, Flash Art, Rolling Stone, Esquire Italia, The Quietus, Linkiesta eccetera, Rivista Studio, Linus, Crack Magazine, Loud and Quiet, the Rumpus, Narratively, GoldFlakePaint, the Intentional, Flair, Prismo, Abbiamo le prove. Ha scritto, prodotto e condotto con Giulio D’Antona Un’estate fa…, un podcast che racconta di quattro storiche rivoluzioni culturali e musicali che sono avvenute durante altrettante estati, per Storielibere; ed è autrice di Pezzettini d’autore, podcast della casa editrice per l’infanzia Babalibri. Su Radio Raheem, ha scritto, condotto e si è occupata della selezione musicale di Yours Truly, il morning show quotidiano dell’emittente; di Pagine, il programma di approfondimento letterario; e di Green Room Raheem, in collaborazione con Triennale Milano Teatro.