Il Microcosmo di Gruppo Fos alla tre giorni di Roma sull’agrospazio

Microcosmo gruppo Fos

Il Gruppo genovese Fos partecipa alla prima edizione di “Joint AgroSpace” con Microcosmo, il simulatore di campo hi-tech sviluppato in collaborazione con l’agenzia nazionale per la ricerca Enea. Il workshop è organizzato da “Melissa”, il programma di ricerca spaziale per lo sviluppo di ecosistemi artificiali a supporto di missioni a lungo termine e voli su Marte, e si tiene dal 16 al 18 maggio al Cnr a Roma.

Microcosmo è un vero e proprio ecosistema artificiale che permette la coltivazione di piante come olivo, patata, pomodoro, lattuga e basilico, al chiuso e in ambienti estremi (deserti, aree polari e lo spazio), utilizzando comunque la terra.

Microcosmo: esperimento su basilico

Unico in Italia, Microcosmo si distingue dalle serre e dalle comuni camere di crescita principalmente per l’architettura “a doppio stadio”, cioè con due camere indipendenti: una ipogea (destinata all’allevamento dell’apparato radicale e della rizosfera della pianta), e una camera epigea (destinata all’allevamento della parte aerea e della fillosfera della pianta). Il sistema di luci a Led, inoltre, fornisce alle piante una illuminazione di precisione che ne stimola i processi di crescita.

Si tratta di una soluzione brevettata dal gruppo Fos insieme a Enea, oggetto di un progetto di ricerca e sviluppo da 5 milioni di euro, di cui Fos è capofila (progetto Isaac – finanziato dal ministero dell’Economia nell’ambito del PON SUD 2016).

Il Gruppo Fos, fondato nel 1999 a Genova da Enrico Botte (42 anni) e Matteo Pedrelli (50), si occupa di ricerca, technology transfer e information technology. Oggi conta 130 addetti, 10 milioni di fatturato, quattro sedi operative di cui una all’estero e quattro laboratori di cui uno all’estero. Collabora con quattro centri di ricerca a livello nazionale e internazionale, tra cui l’Enea.