Il “domani” della Spezia secondo Confindustria

La Spezia città di futuro

Per le imprese il “non fare” costa, così come decidere in tempi congrui. Francesca Cozzani, presidente di Confindustria La Spezia, lo ribadisce all’assemblea pubblica “La Spezia città di domani – Il valore del territorio nella sfida globale” di Villa Marigola.

Il problema della nuova Autorità portuale di sistema è in primo piano: «La governance non è pronta – dice Cozzani – e la presidente non ha ancora la possibilità di prendere decisioni anche in termini occupazionali. Su questo la città deve decidere se tenere la barca dove l’hanno sempre tenuta o raddoppiare l’occupazione e sviluppare nuove attività portuali per la creazione di uno scalo tra i più importanti del Mediterraneo».

Sul tema delle crociere aggiunge: «Le compagnie investono e fanno crescere i traffici dove c’è affidabilità. Potendo scegliere dove andare, servono interlocutori seri e stabili, dunque anche la politica deve sapere fare la sua parte in questo senso. Rimane determinante non modificare il piano regolatore portuale; è vero che è vecchio, ma non c’è il tempo di rimetterlo in discussione».

La competitività dello scalo potrebbe essere incrementata dal rigassificatore di Panigaglia: «La scelta dell’impianto è degli anni Settanta – spiega Cozzani – ora bisogna capire se abbiamo intenzione di utilizzarlo per il rifornimento di navi».

Restando in tema “fronte mare” Cozzani ha anche parlato del Piano Brin della Marina Militare: «I ritardi dei finanziamenti stanno impattando negativamente. Anche in questo caso la politica è in ritardo. E sulle nuove aree occorre avere un progetto strategico e non solo immobiliare, serve un progetto per il refitting di navi militari».

Uno dei problemi più sentiti dalle imprese è quello delle tariffe per rifiuti ed energia: «Il gruppo Acam ha attuato una pessima gestione con tariffe Tari più alte di territori vicini. I politici devono riflettere bene sull’integrazione di Acam Acque e Acam Ambiente in Iren. Bisogna valutarla sulla base delle tariffe. Non possiamo portare fuori del territorio le direzioni in grado di stabilire le tariffe energetiche delle nostre imprese».

E sulla dismissione della centrale Enel, Cozzani intravede altre opportunità: «La chiusura della centrale è un’occasione: Enel investirà in progetti innovativi. Siamo grati a Enel di studiare il caso della Spezia a parte, avendo affidato a Enea il progetto di riutilizzo dell’area che lascerà. Il futuro è di sicuro fatto di un’economia circolare e di sostenibilità ambientale».

Il territorio non può prescindere dal turismo, Francesca Cozzani traccia la linea: «Dobbiamo puntare a strutture alberghiere per la fascia alta e congressuale, a nuove occasioni di attrazione turistica: non solo le bellezze delle Cinque Terre ma anche le eccellenze museali».

Per far ripartire il Paese occorre rilanciare l’industria e il presidente nazionale di Confindustria Vincenzo Boccia ha spiegato anche alla Spezia in cosa consiste il “Patto della fabbrica“: si chiede a tutti gli “attori”, imprenditori e sindacati, di fare un passo in avanti per far crescere il Paese.

«Occorre vivere di confronto per non morire di conflitto – dice Boccia – e gli imprenditori devono essere equidistanti dai partiti, ma non dalla politica. È importante confrontarsi senza preconcetti e rispettarsi. Come imprenditori dobbiamo pensare e parlare di politica economica e non di mera politica industriale e dobbiamo far crescere le nostre imprese in qualità e quantità».

In memoria di Piero Pozzoli

La giornata è nata dalla commemorazione del ventennale della scomparsa di Piero Pozzoli, imprenditore spezzino e fondatore di Cisita, l’ente di formazione dell’associazione, ricordato dall’amico Luigi Abate. A Villa Marigola, sede dell’assemblea, è stata allestita anche una mostra con immagini e documenti dell’archivio Pozzoli.