Le eccellenze del gusto non conoscono confini amministrativi. È la storia a lieto fine di una antica varietà di frumento tenero, coltivato tra Toscana e Liguria, a rischio estinzione.
«Non possiamo – spiega il vicepresidente regionale con delega all’Agricoltura Alessandro Piana – perdere la straordinaria biodiversità che ci connota da sempre e che ha reso la Liguria meta di continua riscoperta ancor oggi. Per questo, insieme alla Toscana, abbiamo iscritto congiuntamente all’Anagrafe nazionale della biodiversità il frumento “Avanzi 3- Grano 23”, dopo un accurato lavoro degli uffici per rilanciarne la semina. Un’unione etimologica simbolica, che riprende entrambe le denominazioni con cui è stato coltivato per anni sia in Liguria sia in Toscana, soprattutto in Val di Vara e in Lunigiana».
«Tale operazione – precisa Piana – ben si inquadra nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale e punta al ritorno di una coltivazione capace di adattarsi bene ad ambienti di montagna o ai sistemi di coltivazione biologica. Inoltre, questo frumento mostra caratteristiche nutrizionali eccellenti. Ringrazio per la sinergia la vice presidente e assessore all’Agricoltura della Regione Toscana Stefania Saccardi, l’Università di Pisa, il Consorzio ‘Il Cigno’ e gli Uffici che hanno cooperato per questo reingresso nel paniere dei tesori del gusto made in Italy».