Si terrà domani a Santa Margherita Ligure (La Cervara) la quinta edizione del Forum Think Tank “Liguria 2030”, realizzato da The European House – Ambrosetti in collaborazione con la Regione Liguria e con il supporto di Banca Carige, Costa Crociere, Leonardo, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Esso Italiana, RINA, Duferco Energia, Unione Industriali della Provincia di Savona, CISCO Italia, Europam, Villa Montallegro, PSA Genova-PRA’, Ansaldo Energia, Gruppo ERG, Gruppo Messina, Camera di Commercio Genova, Camera di Commercio Riviere di Liguria – Imperia La Spezia Savona.

Oggi la presentazione del Forum, durante la quale sono state fornite alcune anticipazioni del Rapporto Strategico 2021 che sarà presentato domani, con proposte per il rilancio del territorio ligure in chiave trasformativa, puntando sulle opportunità che si aprono con il programma Next Generation EU e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e valorizzando le partnership e il ruolo propulsivo delle imprese.

La Liguria, che aveva chiuso il 2019 con risultati positivi in molte variabili del proprio contesto socio-economico, si trova a dover fare i conti con gli effetti della crisi Covid-19: si stima una riduzione del Pil regionale di 8,5 punti percentuali per il 2020, portando il Pil regionale da 42,8 miliardi di euro al 2019 a 39,2 miliardi di euro a fine 2020. Tale riduzione porta l’economia regionale, in un solo anno, indietro di 25 anni.

Rispetto all’Italia, la Liguria mostra comunque una maggiore resilienza: per il sistema-Paese, nel 2020, si registra una contrazione del Pil pari a -8,9%.

Guardando ai dati del Tableu de Board – che i consulenti di The European House – Ambrosetti hanno stimato, laddove indisponibili, per aggiornarli tutti al 2020 – la Liguria registra un miglioramento o ha un posizionamento stabile nel 52,2% dei 73 indicatori presi in considerazione e, nel complesso, si posiziona tra le prime tre Regioni italiane in 14 indicatori su 73 (circa il 20%).

In particolare, nel blocco dei “Macro-obiettivi” la Liguria registra un miglioramento in due su tre indicatori monitorati (Pil pro-capite; Popolazione giovane; Soddisfazione per la propria vita).

Nelle 7 “dimensioni chiave” per lo sviluppo della Liguria, che influenzano l’andamento dei macro-obiettivi mostra miglioramenti specifici in 6 indicatori su 10 della dimensione Trasporti e Infrastrutture; 2 indicatori su 10 della dimensione Turismo e Cultura; 4 indicatori su 10 della dimensione Struttura produttiva; 5 indicatori su 10 della dimensione Lavoro e Formazione; 5 indicatori su 10 della dimensione Innovazione e Ricerca; 5 indicatori su 9 della dimensione Salute e Sociale e 9 indicatori su 10 della dimensione Ambiente e Territorio.

Alcune buone notizie: grazie alla struttura economica anticiclica del territorio, l’export è cresciuto di quasi il 40% nel I trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, la seconda Regione italiana per crescita percentuale. Tale incremento è stato trainato dalla crescita del commercio della manifattura (+42,9% rispetto al primo trimestre 2019) e, nello specifico, si registra la performance particolarmente positiva del comparto dei mezzi di trasporto (autoveicoli e navi e imbarcazioni).

Le caratteristiche intrinseche della Liguria hanno fatto sì che a fine 2020, la regione sia stata la seconda migliore per variazione dell’export rispetto al 2019, facendo registrare un -0,7%, contro una media italiana di -9,8. Una regione che, nel complesso, resta pronta alle sfide del futuro. Come scrive Valerio de Molli nella prefazione al Rapporto “I liguri hanno dimostrato di non essere disposti ad arrendersi facilmente e, nonostante il contesto economico sfavorevole, l’indicatore sulla soddisfazione per la propria vita mette in risalto una buona performance della regione, con un incremento di 3,5 punti percentuali proprio nel 2020 rispetto all’anno precedente, in controtendenza con la media del Nord-Ovest che ha segnato un calo di -0,1 punti percentuali. Nel 2015 la Liguria si posizionava come 15esima rispetto a tale indicatore ed ha registrato il quarto migliore incremento durante la leadership del presidente Giovanni Toti”.

La Liguria riparte anche dalla sanità. Le performance di resistenza della regione rispetto al sistema-Paese sul fronte economico, si associano anche a un’adeguata gestione della pandemia da Covid-19. Il modello operativo di governo dell’emergenza della Regione Liguria ha dimostrato una buona capacità di coordinamento e collaborazione tra pubblico e privato. Al momento della presentazione del rapporto in anteprima, la Liguria risulta al secondo posto per quota di popolazione totalmente immunizzata, con un valore pari al 30,72% (dietro solamente al Lazio in Italia e alla Germania, Grecia e Belgio in Europa). Similmente, la Regione è al 4° posto per dosi somministrate ogni 100 abitanti, pari a 83,5, dietro a Lazio (85,0), Puglia (84,2), Lombardia (83,9).

Non solo sanità, che resta la priorità strategica per la ripartenza. Al centro del Forum proposte per la Transizione Verde e Digitale dei porti, l’ambizione di una leadership nazionale nella cyber-sicurezza, la transizione sostenibile dell’Industria.

Infine, il ruolo di “abilitatore” delle opere infrastrutturali. Lorenzo Tavazzi, partner The European House – Ambrosetti, che ha presentato alcuni dei dati dell’analisi 2021, ha dichiarato: «La mappatura di The European House – Ambrosetti ha quantificato la necessità di investire un totale di 16,5 miliardi di euro per il completamento delle opere identificate, con un impatto da noi stimato sul Pil regionale fino a un aumento del 17% circa cumulato fino al 2030. I ritardi, che si stanno progressivamente verificando, rischiano però di depotenziare l’enorme impatto propulsivo per l’economia locale. Nel breve periodo, le stime di The European House – Ambrosetti hanno quantificato una perdita di valore potenziale nell’ordine dei 700 milioni cumulati al 2023, pari ad una mancata crescita dello 0,5% del Pil».

«La Liguria come tutto il Paese sta uscendo dalla crisi più grave a livello planetario dal dopoguerra – osserva il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – Abbiamo pagato un prezzo altissimo anche nella nostra regione dove, se è vero che il virus ha messo in evidenza certe debolezze del sistema, è altrettanto vero che la pandemia ha fatto emergere le grandi qualità umane, morali e professionali che ci hanno consentito prima di non soccombere e poi di uscire dal Covid, prima e meglio di molti altri. Ed è ora che la Liguria deve giocare le sue carte in modo appropriato per generare una nuova stagione di crescita e di sviluppo: abbiamo chiamato “Restart Liguria” questa opportunità per dare una svolta alla nostra regione, affrontando in modo deciso e strutturale quelli che conosciamo come i deficit profondi del nostro sistema. Vogliamo costruire un modello Liguria che rifondi la sanità territoriale, che sviluppi il terziario avanzato, che rilanci l’economia trasferendo a tutta la regione le qualità della nostra blue economy. Il fulcro di questo grande progetto è il Piano delle Infrastrutture: non possiamo continuare a vantarci della nostra prevalenza sul mare, dei nostri primati nella Blue Economy, della nostra leadership nella cantieristica, senza migliorare strutturalmente la nostra connessione con il Paese (e con l’Europa) dal punto di vista della movimentazione di persone, beni e dati. Il Pnrr deve essere per la Liguria l’occasione imperdibile per generare quelle infrastrutture fisiche, virtuali e culturali per riportarci al centro della ripartenza del Paese. Nel marzo del 2022 la Liguria sarà protagonista dell’Expo di Dubai insieme a tutti i protagonisti, liguri e italiani, della nautica: sarà un’importante occasione per portare all’attenzione di quel mondo strategico per i destini dell’economia mondiale il segno e il significato del nostro Restart».

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