Riapre la Torre Grimaldina: visite immersive nelle prigioni e un mirador senza pari sulla città

Nuova gestione affidata a Opera Laboratori, apertura tutti i giorni e un nuovo claim: "At the top"

Torre Grimaldina Genova panorama

La vista su Genova da un punto che mancava rispetto agli altri mirador cittadini, ma anche lo sguardo nelle prigioni vale il prezzo del biglietto. Riapre al pubblico, dopo tre anni di lavori, la Torre Grimaldina di Palazzo Ducale con una nuova gestione affidata a Opera Laboratori (società guidata dall’ex presidente del Ducale Giuseppe Costa), realtà con 30 anni di esperienza in siti museali come la Galleria dell’Accademia di Firenze, gli scavi di Pompei, la Reggia di Caserta, la Pinacoteca di Brera.

Il percorso di visita è stato allestito con luci, suoni e proiezioni immersive che rievocano ciò che provarono le persone detenute nelle carceri. Qui fu rinchiuso nel 1815 Niccolò Paganini, accusato di “ratto di minore” e sfruttamento della prostituzione, che fu liberato solo dopo il pagamento di 1.200 lire. Entrarono nelle prigioni anche patrioti risorgimentali come Jacopo Ruffini e degli oppositori al fascismo. In una cella si trovano affreschi risalenti al 1700 che ritraggono mongolfiere, velieri e militari. Ovunque i nomi e le storie dei prigionieri.

Il format mira a una comunicazione verso i giovani con il claim “At the Top“. E la bandiera sul pennone, la più grande di Genova, potrà essere ora cambiata a seconda di cosa si vuole celebrare (per il 25 aprile potrebbe comparire la bandiera italiana).

Apertura ufficiale sabato 18 aprile. Potranno accedere 50 visitatori alla volta con dotazioni di sicurezza come un caschetto e avere scarpe comode perché le porte delle prigioni sono molto basse e dare una testata può succedere, mentre l’ascesa alla Torre soprattutto all’inizio è comunque ripida.

L’intervento sulla Torre è stato possibile grazie ai fondi Pnrr per musei non statali con il progetto presentato nel 2022 dall’allora direttrice Serena Bertolucci e presidente Luca Bizzarri e poi proseguito nel corso dei ricambi di cda.

L’attuale direttrice Ilaria Bonacossa, spiega: «È stato un lavoro complesso, che ha coinvolto tanti esperti, tra il team di architetti, il supporto della sovrintendenza, gli ingegneri, l’Università per le nozioni storico-architettoniche, perché non è stato solo l’intervento sulla Torre il problema, ma anche come gestire un cantiere senza fermare Palazzo Ducale, come scaricare le macerie, insomma davvero un lavoro complesso. Siamo molto soddisfatti perché una volta si poteva accedere in pochissimi e arrivare solo al piano della grande campana, mentre adesso si arriva sul tetto della Grimaldina dove sventola la bandiera di San Giorgio. È davvero un’occasione magica per vedere la città ma anche per riscoprire le carceri che sono una testimonianza della storia della città dal Medioevo all’Ottocento sino all’inizio del Novecento. Nella visione strategica di Palazzo Ducale c’è anche l’idea di rilanciarlo come monumento significativo della città e non solo come sede di eventi e di mostre».

L’apertura arriva in Primavera, un periodo molto importante per Palazzo Ducale dal punto di vista turistico: «La mostra su Van Dyck sta andando molto bene − aggiunge Bonacossa − e contiamo che anche la sinergia di un evento come l’apertura della Torre possa offrire dei pacchetti turistici dove vedi la mostra e visiti la torre. Giovedì 23 apriamo anche la mostra di Rotella e quindi ci saranno molte cose da vedere a Palazzo Ducale».

Il lavoro non è stato facile, Franco Melis della Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale spiega: «È stato fatto un restauro completo sia della parte esterna ma soprattutto della parte interna. È stata posizionata una scala al centro della torre, in modo da non pesare sulla muratura esterna, perché prima l’accesso sia alla cella campanaria sia in cima, era attraverso una scala che aveva 100 anni, messa da Orlando Grosso nel restauro di un Secolo fa, negli anni Trenta del Novecento, e quindi questo restauro ha ridato una nuova accessibilità e la possibilità di arrivare soprattutto in cima. Siamo nel punto più alto del centro storico, cioè il campanile  di San Lorenzo è più alto, però è situato più in basso. Poi all’interno della torre c’erano già degli affreschi, delle tracce lasciate dai prigionieri, soprattutto dei prigionieri più illustri che erano anche pittori, quindi parliamo del Seicento, più o meno, e quindi loro avevano la possibilità di avere dei colori e hanno lasciato delle tracce di affreschi e ne sono stati trovati ancora altri in questo restauro ultimo».

A dirigere i lavori Roberto Segattini: «L‘obiettivo finale era quello di riuscire a recuperare la Torre stessa con interventi di conservazione e restauro, ma al contempo fornire la Torre di una scala per poter far accedere le persone alla vista dall’alto. La scala è piuttosto impegnativa da fare comunque a piccoli gruppi accompagnati e con il caschetto. La scala nuova è la più comoda possibile, è a norma e realizzata in struttura metallica che però non poteva andare a modificare gli equilibri statici della Torre. Quindi non scarica per terra sulle due volte che dividono i piani, ma scarica sulle pareti. In più contiene l’impiantistica che non si vede, ma in realtà in sommità della torre stavano e stanno tuttora antenne di ripetizione del segnale dei cellulari. Abbiamo dovuto riordinare tutta questa impiantistica usando la struttura della scala per contenere questi impianti. In più la Torre ha questi grossi elementi metallici chiamati catene che la tengono assieme e aiutano la staticità della Torre e nessuno di questi elementi doveva essere tagliato o interrotto. Quindi anche la progettazione è stata abbastanza complicata tra obiettivi e vincoli. Il progetto della scala è stato realizzato tramite Bim». Il Bim, ossia il Building information modeling, consiste nella creazione di un modello 3D integrato con i dati fisici, prestazionali e funzionali dell’edificio.

«Da sabato restituiamo ai cittadini e ai tanti turisti che affollano Genova uno dei monumenti più simbolici della città e della sua storia – sostiene la presidente di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Sara Armella – la Torre sarà riaperta dopo gli interventi migliorativi che hanno tenuto conto delle più moderne disposizioni per l’accessibilità. È uno dei risultati concreti di un più ampio piano di interventi, finanziati dal Pnrr e dedicati all’accessibilità: nel Piano il progetto di Palazzo Ducale ha ottenuto il secondo miglior finanziamento nell’area del centro nord Italia».

La Torre sarà aperta tutti i giorni da aprile a settembre. Il lunedì dalle 14 alle 19 (ultimo ingresso alle 18), dal martedì al giovedì dalle 10 alle 20, dal venerdì a domenica dalle 10 alle 20 (ultimo ingresso alle 19). Il biglietto costa 13 euro. Qui il sito ufficiale.