Ci si mettono anche dinamiche sindacali interne a complicare la vertenza dei lavoratori ex Ilva dello stabilimento di Cornigliano, a Genova. La segreteria della Uilm ha infatti tolto l’agibilità sindacale al suo coordinatore della rsu, il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Fabio Ceraudo, e ha chiesto ai tre delegati di dare le dimissioni.

«Riteniamo questi fatti gravissimi per cui esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai nostri colleghi eletti democraticamente dai lavoratori – si legge in una nota unitaria della rsu – riteniamo che questo comportamento da parte della segreteria della Uilm Genova sia denigratorio nei confronti della libertà sindacale e delle mansioni che i delegati svolgono quotidianamente».

Per capire le motivazioni bisogna fare un passo indietro, agli scioperi del mese scorso. Il 25 giugno, dopo l’ennesima manifestazione dei lavoratori per le vie del centro cittadino e le proteste sotto i palazzi delle istituzioni, il segretario della Uilm Genova, Antonio Apa, e il segretario generale della Uil Liguria, Mario Ghini, in rapida successione avevano diffuso due comunicati stampa per prendere le distanze dalla manifestazione e dare solidarietà alle “forze dell’ordine provocate dai facinorosi”. Una mossa che non era piaciuta ai delegati di fabbrica perché la linea dello sciopero era stata pienamente concordata. Così Ceraudo ha chiesto un chiarimento interno, che non è mai arrivato. La risposta è stata il suo esautoramento, avvenuto il 2 luglio. In seguito al quale, peraltro, lo stesso sindacalista è stato messo in cassa integrazione dall’azienda a partire dal 5 luglio, cosa che ha scoperto solo vedendosi il tornello bloccato all’ingresso in fabbrica.

Ceraudo spiega all’agenzia Dire che, per il momento, non ha alcuna intenzione di dimettersi: «Certo, le relazioni con I lavoratori ora sono molto più complicate e manca anche la rappresentanza della Uilm in consiglio di fabbrica. Ma io rimango rsu perché sono stato eletto dai lavoratori. Naturalmente questo comporta uno scollamento con la segreteria, a causa di un’azione unilaterale e ingiustificata. E’ un atto grave nel contesto sindacale e crea un precedente pericoloso». Il delegato precisa anche che «non c’era stata nessuna dissociazione pubblica dalle parole della segreteria. Avevamo solo chiesto un confronto per capire come mai la linea fosse cambiata così all’improvviso, senza che nessuno ci dicesse nulla. Non è certo colpa della rsu, che peraltro è sempre stata compatta, se la segreteria cambia idea all’ultimo».

«Troviamo alquanto strano e denigratorio nei confronti della Uil e della Uilm che si mettano in discussione scelte organizzative che nulla hanno a che vedere con il ruolo e le prerogative delle singole Rsu. La Uilm ha solo comunicato a una Rsu che non è più il responsabile della Uilm all’interno dell’ex Ilva. Nessuno ha mai chiesto alle rsu, elette in nome e per conto della Uilm, di dimettersi, nessuno ha tolto agibilità sindacali. Nessuna regola democratica è stata messa in discussione, né sono stati lesi i diritti delle rsu elette democraticamente». Così, in una nota, il segretario generale della Uil Liguria, Mario Ghini, sulla vicenda del delegato sindacale della Uilm nell’ex Ilva, Fabio Ceraudo.

Il sindacalista non ha gradito la presa di posizione compatta della rsu a difesa dei tre delegati: «La Uil non si è mai permessa di entrare nel merito delle scelte compiute dalle altre organizzazioni sindacali, per questa ragione pensiamo sia corretto e legittimo avere nei nostri riguardi analogo trattamento». Inoltre, Ghini sottolinea che «la Uil non accetta lezioni di stile da nessuno: la scelta di mettere un lavoratore in cassa integrazione è esclusivamente dell’azienda, infatti noi non abbiamo titolo in materia. Vista la presa di posizione della rsu, ci pare invece di capire che i componenti dell’ex Ilva ritengano che nessuno di loro debba o possa fare la cassa integrazione: questo è un atteggiamento e un’usanza che non ci appartiene e che, anzi, rigettiamo totalmente. Questo sì che sarebbe irrispettoso nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori del gruppo».

Di tenore pressoché identico anche la nota del segretario della Uilm, Antonio Apa, con cui precisa che Fabio Ceraudo «è stato solo revocato dalla posizione di cosiddetto ‘esperto’ e gode di pieni poteri e facoltà quale Rsu e può quindi tenere qualsiasi contatto con i lavoratori anche mediante l’accesso in fabbrica. Totalmente fuorviante risulta il richiamo inerente alle violenze avvenute nel corso dello sciopero del 25 giugno, che Uil Liguria e Uilm di Genova hanno sempre stigmatizzato, pur nella fermezza del sostegno ai diritti dei lavoratori e all’esercizio pacifico del diritto di sciopero».

Tuttavia, aggiunge Apa all’agenzia Dire, «se è vero che io non posso esautorare nessuno, è altrettanto vero che un delegato, se non si mette in linea con l’organizzazione sindacale che rappresenta, sarebbe meglio che si dimettesse». Infine, anche da parte di Apa l’attacco alle altre organizzazioni sindacali: «Troviamo francamente stupefacente l’invasione di campo di alcune strutture sindacali che hanno prodotto il falso, cosa che la Uilm non si è mai permessa di fare nei loro confronti, rispettosi di scelte organizzative che non attengono alla nostra sfera di influenza. Non permettiamo a nessuno di impartirci lezioni, è una questione di stile».

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