Teatro Carlo Felice, Rsa e Fistel Cisl Liguria: “È passato un anno dall’insediamento del Sovrintendente Galli, chi deve gestire gestisca”

"Chiediamo al Sovrintendente responsabilità rispetto a un suo rapido cambio di passo e un indispensabile salto di qualità"

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“Non bastava la polemica politica in atto sul Carlo Felice che non si placa e continua a danneggiare l’immagine del teatro e dei lavoratori allontanando possibili finanziatori, ci mancava solo l’esperto di management culturale e marketing teatrale, (chiamato dal Sovrintendente Galli a Genova), che rilascia interviste e parla come se fosse lui il gestore, dispensando giudizi e soluzioni che evidenziano la sua scarsa conoscenza del Teatro e la sua totale ignoranza in merito alla situazione dei lavoratori a cui chiede “uno scatto: perché sono corresponsabili del valore dell’azienda”. A dirlo, attraverso una nota, sono la Rsa Teatro Carlo Felice e la segreteria regionale Fistel Cisl Liguria.

“Nell’esortare ancora una volta a un passo indietro tutti coloro che utilizzano il Carlo Felice come mera vetrina per la loro individuale immagine – aggiungono – ricordiamo al dott. Compagnucci e a chiunque abbia dimenticato che lo “scatto” i lavoratori di questo martoriato settore lo fanno tutti i giorni per garantire alta professionalità al teatro ma soprattutto per riuscire ad arrivare a fine mese visti i 20 anni di arretrati contrattuali che hanno conseguenze pesanti sulle retribuzioni e ne avranno anche sulle future pensioni. Forse qualcuno fa finta di non ricordare anche i contratti di solidarietà applicati negli scorsi anni con cui i lavoratori hanno contribuito al risanamento del teatro. La storia insegna che gli errori di gestione alla fine li pagano sempre i lavoratori, e la comunità tutta”.

I rappresentanti dei lavoratori attaccano apertamente la gestione del teatro. “Ad un anno dall’insediamento del dott. Galli quale Sovrintendente, dobbiamo tristemente riscontrare la delusione per l’approccio e la gestione di una realtà evidentemente troppo grande per lui – scrivono -. Il Sovrintendente ha scelto fin dal suo arrivo una politica gestionale volta alla ricerca di colpevoli piuttosto che di soluzioni ed il clamore piuttosto che il lavorare a testa bassa come fatto dal precedente gestore. Non va dimenticato che nonostante una perdita all’epoca di circa 38 milioni, il passato Sovrintendente è riuscito, con politiche industriali serie e ben definite nelle “Linee guida della Fondazione”, a stabilizzare tutti i precari storici assumendo in totale 99 persone nei vari settori del Teatro ed avviando anche un processo di ricambio generazionale, la costituzione dell’ Osservatorio Permanente da cui è nata l’idea dell’Accademia di formazione, oltre ad aver azzerato la vertenzialità interna e non ultimo, pianificato un futuro possibile ampliamento della dotazione organica. Oltre a ciò, con il precedente Sovrintendente, abbiamo assicurato la cancellazione degli oltre 400mila euro di acconti per i “futuri miglioramenti” che il Ministero imponeva di restituire ai lavoratori”, scrivono ancora Rsa e la Segreteria regionale della Fistel Cisl Liguria.

Quello che manca di più oggi al Carlo Felice è un gestore capace di trovare rapide soluzioni per il presente ma che sappia guardare al futuro in un’ottica di una moderna azienda di produzione culturale. Ad un anno dall’avvicendamento al vertice anche sul fronte interno le cose non vanno meglio. Manca un’organizzazione del lavoro degna di un teatro che dovrebbe ambire ad essere tra i primi in Italia, la pianificazione è gravemente insufficiente ed il più volte annunciato funzionigramma latita. Sarebbe inoltre necessario avere velocemente una progettualità gestionale di ampio respiro, ad oggi totalmente assente, volta al reperimento delle risorse strutturali per il rinnovo del Ccnl 2021-2024 e successivi, per l’inevitabile ed imminente ricambio generazionale con rischio di perdita di alte professionalità difficilmente reperibili, all’ampliamento della dotazione organica e della formazione. La Presidente della Fondazione e il Sovrintendente lo scorso 4 luglio, durante un incontro sindacale, ci hanno chiesto senso di responsabilità vista la presunta grave situazione economica. La Fistel Cisl pur mantenendo lo stato di agitazione aperto, ha dimostrato nei fatti grande responsabilità al contrario di altre organizzazioni sindacali. Oggi chiediamo noi al Sovrintendente responsabilità rispetto ad un suo rapido cambio di passo ed un indispensabile salto di qualità: continueremo a fare la nostra parte ma non è sufficiente se chi dovrebbe gestire non gestisce”, conclude il comunicato.