«Il mix di competenze che si trova a Genova non è così comune nel mondo. Una maggiore collaborazione tra le varie realtà sul territorio potrebbe davvero riportare qui i giovani che hanno lasciato la Liguria alla ricerca di nuovi sbocchi occupazionali». Le parole di Danilo Moresco, Global Pg Manager Power & Water di Abb Italia, durante la prima giornata della Genova Smart Week, evidenziano la mai mutata attitudine genovese a tenere i propri tesori nascosti e a “vendersi” male.

La sessione di apertura “Soluzioni e infrastrutture digitali per la Smart City dei cittadini” ha evidenziato quante sono le realtà di primo piano che stanno operando su Genova e le enormi prospettive future legate all’approdo del Blue Med e degli altri cavi sottomarini in Liguria.

Per esempio Leonardo sta collaudando il super computer che ha trovato casa nel grattacielo della Fiumara a Genova, realizzato in 15 mesi. Lo ha annunciato Roberto Cingolani, Chief Technology & Innovation Officer di Leonardo. La ricaduta su Genova riguarderà sia le prospettive di lavoro, sia le collaborazioni con altre realtà.

Non tutti sanno che il cuore del sistema Mose è stato progettato a Genova, da Abb, che ha fornito la componentistica elettrica. Abb a Genova occupa circa 330 persone e ha due sedi: quella del Molo Giano, dedicata alle tecnologie a supporto del settore Marine, e quella di Sestri alle applicazioni per industria, infrastrutture e città. Danilo Moresco dice: «Le applicazioni che Abb sviluppa sono basilari per una città che vuole diventare smart: sono legate alla mobilità elettrica, all’arresto dei motori delle navi quando sono in porto, al trasporto su rotaia, ma anche all’ottimizzazione delle risorse: acqua, energia e rifiuti. Le tecnologie di Genova sono usate in Bangladesh per un impianto a tecnologia solare. Dieci giorni fa Abb ha siglato un contratto con Singapore: andremo a gestire il trattamento dell’acqua di Singapore e il 10% di questo valore verrà sviluppato a Genova. Si tratta di un’infrastruttura critica da proteggere».

Su Genova anche Tim sta investendo molto: «Abbiamo un rapporto di lunga data con il Comune – sottolinea Claudio Pellegrini, Sales Public Sector Director dell’azienda – oltre al progetto del cavo sottomarino Blue Med che approderà a Genova, realizzato come Sparkle, abbiamo anche altri piani in corso come l’ampliamento della copertura 5G insieme a Tim Inwit, ma anche servizi per le cosiddette smart road in collaborazione con Città Metropolitana di Genova, Ericsson Università e una startup». Grazie ai finanziamenti ottenuti dal ministero dello Sviluppo economico diventerà realtà la capacità di monitorare infrastrutture stradali in tempo reale. Il secondo progetto di Tim, in attesa di approvazione, è legato alla Casa per le tecnologie emergenti: «Tutti potranno usufruire di una copertura avanzata che permetterà, in sicurezza, di implementare le nuove tecnologie senza investimenti: saranno a disposizione interfaccia aperte, per arrivare a sperimentare edge computing, la guida autonoma o piattaforme di Internet delle cose» aggiunge Pellegrini.

I cavi sottomarini sono un progetto strategico di infrastrutture non solo per la Liguria, ma per l’intero sistema Paese, visto che il 90% di tutto il traffico internet mondiale viaggia su cavi sottomarini. Giuseppe Sini, Head of International BU di Retelit, spiega che i punti di approdo come sarà Genova vedranno uno sviluppo di tutto l’ecosistema digitale attorno a questi cavi sottomarini. Marsiglia, per esempio, è un caso di successo: ha portato via la leadership all’Italia. «Non c’è solo il Blue Med – svela Sini – Genova e la Liguria, Savona in particolare, saranno approdo anche di altri cavi, che non sono in concorrenza, anzi, si sta creando una massiccia collaborazione con Sparkle. Noi porteremo il collegamento dal mare sino a Milano, che è il marketplace per l’Italia». Oggi Marsiglia è affollata, è approdo di un numero molto alto di cavi e ospita diversi data center, ma in caso di evento disastroso si rischia un blackout di Internet a livello mondiale. Per questo il progetto di riportare i cavi in Italia è così importante. «Si tratta di un’occasione enorme per il rilancio dell’ecosistema digitale – sottolinea Sini – la Liguria diventerà oggetto di investimento per questi grandi operatori stranieri. Il rilancio economico riparte da qui. Oltre al Blue Med approderanno in Liguria anche il 2Africa, capace di portare 300 terabyte al secondo di traffico, e un altro che dall’India arriverà a Savona».

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