L’associazione MoBì Genova si esprime sulla Gronda dopo le esternazioni di Edoardo Rixi sul problema di come pagare l’opera e fa proprie le parole di Luigi Attanasio, presidente della Camera di Commercio, che oltre a bocciare qualsiasi aumento delle tariffe chiede di “attualizzare” il progetto (qualsiasi cosa ciò significhi) e di rivedere il tracciato anche per il contenimento dei costi.
“L’approccio − si legge nella nota − ci sembra corretto perché di fronte a una spesa così rilevante e rispetto a un’opera progettata vent’anni fa è non solo opportuno ma doveroso ripartire dallo stato attuale della mobilità nella nostra città, sfuggendo logiche fideistiche legate al suo presunto isolamento”.
L’associazione ricordia il caso della nuova autostrada Brebemi, che ha visto solo perdite nei bilanci in 10 anni di servizio per le spese alte e il poco traffico (un terzo del previsto).
“Da sempre la gronda si deve ripagar da se attraverso gli aumenti dei pedaggi; fa parte infatti del pacchetto di investimenti obbligatori previsti nelle varie proroghe della Concessione ad Aspi, compresa quella – vergognosa – dopo il tragico crollo di Ponte Morandi”.
Aspi ha chiesto di poter aumentare ulteriormente i pedaggi oltre quanto già previsto nell’atto di concessione. “Da ciò derivano le varie dichiarazioni, con Rixi che dice che non si può gravare gli utenti fino a questo punto, smentito qualche giorno dopo dal suo capo di partito e di ministero, Salvini, che dichiarava che dovrà essere Aspi a pagare tutto (senza precisare la questione dei pedaggi). Altre dichiarazioni vertono sulle presunte incapacità dei vari governi di portarne avanti la realizzazione, con esponenti di destra e sinistra che fanno a gara nel rimbalzarsi l’un l’altro le inerzie”.
L’associazione chiarisce che rivedere il progetto significa ripartire praticamente da zero nell’iter perché “attualizzare” significa “rifare” in gran parte verificando come stanno le cose e poi decidere se e cosa fare. L’invito è a fare un’analisi trasparente dei dati e a definire gli obiettivi da raggiungere (che secondo MoBì devono essere la riduzione del traffico e delle ore “perse” muovendosi insieme alla riduzione degli incidenti stradali, dell’inquinamento e del consumo del suolo).
Tutto ciò, per l’associazione, si può fare in un relativo breve lasso di tempo (mesi) e quindi non sarebbe un pretesto per i partiti per non decidere, per non assumersi la responsabilità di una scelta, qualunque essa sia. MoBì suggerisce di mettere a confronto le analisi scientifiche fatte, che esistono e che sono numerose (a cominciare da quanto prodotto per la Via).
In uno studio pubblicato su CityRailWays emergeva quanto le previsioni di traffico facessero emergere una situazione in cui il traffico passante fosse una percentuale minima rispetto a quello interno alla città.























