Depositi chimici, Bucci e Rixi d’accordo sul no all’ipotesi Porto Petroli

Le aree non rispettano una serie di requisiti di tecnici tra cui l'accessibilità ferroviaria, distanza dalle case e dalle riparazioni marittime e il tema del rifornimento da parte di Eni

Depositi chimici, Bucci e Rixi d’accordo sul no all’ipotesi Porto Petroli

L’ipotesi del trasferimento dei depositi chimici nel Porto Petroli non è contemplata. Si trovano d’accordo il sindaco di Genova Marco Bucci e il deputato e viceministro del Mit Edoardo Rixi secondo cui la proposta, già presentata in passato da Carmagnani, non rispetta i requisiti tecnici di sicurezza.

«Abbiamo già la possibilità di dove lavorare – risponde Bucci a margine del convegno sugli stati generali della cantieristica genovese in corso a Palazzo San Giorgio – poi se qualcuno ha delle idee nuove le metta sul tavolo. Questa era già stata presentata quattro anni fa e purtroppo ci sono delle cose che non vanno bene, non sono compatibili con il sistema. La decisione su ponte Somalia viene proprio dal fatto che queste aree non sono compatibili».

Della stessa opinione anche Rixi: “Se oggi si parla di delocalizzare il petrolchimico è proprio per cercare di fare un impianto all’avanguardia, il più possibile sicuro in qualsiasi situazione”. Punto centrale della bocciatura è, quindi, il tema della sicurezza, attraverso valutazioni da parte “delle amministrazioni, dai Vigili del Fuoco a tutto quello che riguarda la Capitaneria e anche i servizi di sicurezza tecnico-nautici, che non sono delle scelte politiche”.

«Ho sempre detto che da parte nostra c’è la massima disponibilità nella misura in cui tutti i problemi di carattere tecnico diano le massime garanzie. Così si fa amministrazione, se no si fanno chiacchiere – dice Rixi –. Condivido che Confindustria si stia occupando di questi temi, però poi la responsabilità è in mano alla parte pubblica che deve garantire le aree, l’accessibilità ferroviaria, la distanza dalle case e dalle riparazioni marittime, il tema del rifornimento da parte di Eni. Quella è una concessione che è in mano a Eni e sappiamo che nella situazione geopolitica di oggi è difficile sapere cosa succederà domani e comunque in questa fase dobbiamo tenere conto di una serie di variabili indipendenti come il fatto che l’approvvigionamento del Nord del Paese dipende in buona parte dal Porto Petroli di Multedo ancora oggi. Tutto questo è un’ipotesi che sicuramente è in campo come le altre, ma ad oggi non ha assolutamente passato quei vagli tecnici che possono dire se è fattibile o meno. Come diceva il sindaco, già tempo fa si era analizzata la stessa ipotesi, come altre ipotesi, e ci si è fermati perché c’erano dei problemi di carattere tecnico che ne impedivano di portarli avanti».

«Dal punto di vista della città – ribadisce Bucci – il sindaco deve occuparsi del trasferimento, perché a cinque metri dalle case non possono stare. Ma non è compito della città decidere dove devono andare. Noi abbiamo scritto una lettera formale all’amministrazione dell’Autorità Portuale dicendo che devono stare nel porto, poi saranno loro a decidere dove devono essere messi. Da un posto all’altro non c’è nessun problema, l’essenziale è che siano rispettate tutte le garanzie di sicurezza, di business, di concessione e soprattutto di vicinanza dalle altre opere del porto».

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