Parco nazionale di Portofino: firmata la nuova perimetrazione provvisoria a tre comuni

Comprende Camogli, Portofino e Santa Margherita Ligure. Lega: "4mila ettari di 8 comuni finalmente liberati da vincoli assurdi"

Parco nazionale di Portofino: firmata la nuova perimetrazione provvisoria a tre comuni

«Nel tardo pomeriggio di ieri il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha firmato il decreto relativo alla nuova perimetrazione provvisoria del Parco nazionale di Portofino, che comprende i Comuni di Camogli, Portofino e Santa Margherita Ligure. Per la sua piena efficacia bisognerà attendere la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni».

Lo hanno dichiarato il deputato ligure della Lega Francesco Bruzzone e i consiglieri regionali della Lega Alessio Piana e Sandro Garibaldi.

«Con soddisfazione e gratitudine nei confronti del ministro, del presidente di Regione Liguria Giovanni Toti e del vicepresidente con delega ai Parchi Alessandro Piana, possiamo dire che 4000 ettari di territorio ligure ricadente in ben 8 Comuni della Riviera di Levante, da subito contrari alla precedente perimetrazione, sono stati finalmente liberati da vincoli assurdi ed è stata ascoltata la voce maggioritaria del territorio. Il tutto nel pieno rispetto e nella condivisa volontà di massima attenzione e salvaguardia del promontorio di Portofino, già tutelato e gestito dall’Ente Parco naturale regionale, ricadente nei Comuni di Camogli, Portofino e Santa Margherita Ligure».

«Una decisione rispettosa del territorio e perfettamente in sintonia con la linea portata avanti in questi anni da Regione Liguria», condivide il consigliere regionale Claudio Muzio, capogruppo di Forza Italia.

«La perimetrazione a tre Comuni – prosegue Muzio – è una scelta di buon senso, a fronte di proposte che miravano a un vasto allargamento del Parco, basate su un’impostazione ideologica dirigista poco attenta alle reali esigenze dei nostri territori. È stata sconfitta anche l’idea sottesa a questa impostazione, che giustificava l’allargamento con il potenziale arrivo di risorse: un approccio parziale e non sufficiente, perché non sempre le decisioni che portano soldi e finanziamenti portano anche benefici reali al territorio e a chi lo vive, lo presidia e lo amministra».

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