Il Tribunale amministrativo regionale per la Liguria ha rigettato la domanda di sospensiva relativa alla nuova diga foranea che era stata presentata dal consorzio Eteria e ha fissato l’udienza pubblica per la trattazione del ricorso il 27 gennaio 2023.

Il contratto per l’aggiudicazione dei lavori da parte dell’Autorità portuale alla cordata Webuild – Fincantieri Infrastructure – Fincosit – Sidra può quindi procedere.

Tra le motivazioni del pronunciamento si legge: “Ritenuto che, nel caso di specie, in considerazione della rilevanza e della complessità dell’opera pubblica […] e dei tempi di esecuzione dei servizi e dei lavori stimati dal progetto di fattibilità tecnica economia di cui al punto n. 5 dell’avviso pubblico, un ulteriore slittamento dell’avvio delle attività oggetto dell’appalto – già inizialmente previsto per il 1° agosto 2022 – potrebbe concretamente porre in pericolo il rispetto del termine finale di realizzazione dell’opera (30.11.2026) e dei tempi di attuazione del Pnrr, sicché appaiono sicuramente prevalenti l’interesse nazionale alla sollecita realizzazione dell’opera e l’interesse del soggetto aggiudicatore alla celere
prosecuzione delle procedure”.

Immediato il commento del governatore ligure Giovanni Toti che ha dichiarato: “La Diga di Genova va avanti: il Tar ha rigettato la richiesta di sospensiva. Una buona notizia che evita una battuta d’arresto per la realizzazione di un’opera fondamentale per la Liguria e per il Paese. Ora avanti per arrivare all’inizio dei lavori nel più breve tempo possibile”.

La nuova diga foranea poggerà su fondali a profondità variabile fino a 50 metri e avrà uno sviluppo complessivo di 6,2 km, di cui poco più di 4 km inclusi nei cosiddetti lavori di Fase A.

La sua realizzazione consentirà l’accesso in sicurezza al porto a navi portacontainer più grandi, lunghe fino a 400-450 metri (il doppio di quelle che possono transitare oggi).

Il progetto prevede la realizzazione del nuovo sbarramento molto imponente a circa 450 metri oltre l’attuale diga foranea. Per la Fase A, attualmente finanziata, è previsto un basamento realizzato a 50 metri di profondità mediante l’impiego di 7 milioni di tonnellate di materiale roccioso, su cui verranno posizionati elementi prefabbricati in cemento armato composti da circa 100 cassoni cellulari, di dimensioni fino a 33 metri di altezza, 35 metri di larghezza e 67 metri di lunghezza, ognuno equivalente in altezza ad un palazzo di 10 piani.

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