Il costituendo Consorzio con capogruppo Webuild spa (capofila con Fincantieri, Fincosit e Sidra) si è aggiudicato l’appalto per la progettazione e la costruzione della Nuova Diga Foranea del Porto di Genova.

«L’aggiudicazione − dichiara il presidente dell’Autorità di Sistema del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini − giunge al termine di un lavoro estremamente complesso di programmazione, progettazione, approvazione e affidamento della più importante opera marittima mai costruita in Italia finalizzata a migliorare l’accessibilità nautica e le condizioni di sicurezza del principale porto nazionale. Agli inizi del 2023, nel pieno rispetto dei tempi previsti dal Pnrr, a valle del completamento della progettazione, partiranno i lavori che termineranno entro la fine del 2026».

«Grandissima soddisfazione per l’assegnazione dei lavori – hanno aggiunto in una nota congiunta il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci – siamo di fronte ad un evento che non è esagerato definire epocale e che cambierà la faccia del nostro porto e la competitività dell’intera logistica italiana. Genova e la Liguria continuano nel loro percorso di cambiamento e modernizzazione. L’assegnazione dei lavori della Diga è una di quelle notizie che entreranno della storia economica di questa regione. Da oggi parte la realizzazione di un’opera fondamentale non solo per Genova e per la Liguria ma per tutto il Paese».

L’offerta di Webuild è stata preferita a quella del consorzio Eteria.

La gara aveva subito diversi ritardi a causa di vari motivi (leggi qui e qui).

Un valore complessivo a base d’asta di 928 milioni di euro. Webuild, specifica in una nota, partecipa al consorzio realizzatore con una quota pari al 40%.

La Nuova Diga Foranea è un’opera unica al mondo per la complessità ingegneristica, sia per le dimensioni sia per la realizzazione “offshore”, cioè totalmente in mare aperto, senza che vengano interrotte le attività portuali. Poggerà su fondali a profondità variabile fino a 50 metri, la profondità maggiore al mondo mai sperimentata per una diga foranea, ed avrà uno sviluppo complessivo di 6,2 km, di cui poco più di 4 km inclusi nei cosiddetti lavori di Fase A.

Con la nuova diga viene così realizzato il più grande intervento di rinnovamento dell’area portuale ligure degli ultimi 25 anni, con l’ampliamento degli spazi di transito e manovra per le navi all’interno dello scalo marittimo, così da potenziarne la capacità di accoglienza e trasformarlo in una infrastruttura in grado di accrescere la competitività del sistema ligure e dell’Italia tutta.

La sua realizzazione consentirà l’accesso in sicurezza al porto a navi portacontainer più grandi, lunghe fino a 400-450 metri (il doppio di quelle che possono transitare oggi), adeguando le specifiche del porto di Genova alle esigenze delle maggiori compagnie di navigazione.

Un progetto che per la sua realizzazione occuperà più di 1.000 persone, tra diretti e terzi.

Commissionata dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, l’opera rientra nel Programma straordinario per la ripresa del Porto di Genova, sarà cofinanziata dal Governo con risorse del Fondo complementare al Pnrr e potrà beneficiare del Decreto Aiuti (D.L. 17 maggio 2022, n. 50).

Il progetto prevede la realizzazione del nuovo sbarramento molto imponente a circa 450 metri oltre l’attuale diga foranea. Per la Fase A, attualmente finanziata, è previsto un basamento realizzato a 50 metri di profondità mediante l’impiego di 7 milioni di tonnellate di materiale roccioso, su cui verranno posizionati elementi prefabbricati in cemento armato composti da circa 100 cassoni cellulari, di dimensioni fino a 33 metri di altezza, 35 metri di larghezza e 67 metri di lunghezza, ognuno equivalente in altezza a un palazzo di 10 piani. La nuova infrastruttura si distingue per le tecnologie innovative impiegate per la sua realizzazione e per la sostenibilità, garantita da sistemi volti a massimizzare l’economia circolare, prevedendo tra l’altro il recupero, il riutilizzo e la trasformazione degli inerti.

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