La guerra tra Russia e Ucraina accelera il processo di integrazione dell’industria della difesa dei paesi Ue e, secondo gli analisti del settore, Leonardo, con le sue controllate Oto Melara, storica azienda spezzina produttrice di cannoni e mezzi corazzati, e Wass, l’ex Whitehead, livornese, che costruisce siluri e droni subacquei, potrebbe partecipare insieme al consorzio franco-tedesco Knds (consorzio tra la Krauss-Maffei Wegmann tedesca e la francese Nexter Systems, due dei maggiori produttori europei del settore) alla costruzione di un carro armato europeo.

A fine 2021 era trapelata la notizia secondo cui il colosso Knds aveva presentato a Leonardo un’offerta per acquistare Oto Melara e Wass. Alle due aziende italiane era interessata anche l’italiana Fincantieri ma Alessandro Profumo, amministratore delegato del gruppo Leonardo, non intendeva privilegiare, nella scelta dell’acquirente, la nazionalità e aveva dichiarato: «Oto Melara è un pezzo della nostra realtà, stiamo lavorando sul nostro portafoglio: faremo le cose ben fatte come ci viene chiesto dai nostri stakeholder, il governo prima di tutti, ma anche le nostre persone. Quando avremo tutte le opzioni sul tavolo faremo una scelta ma non possiamo farla in modo aprioristico solo sulla base della nazionalità dell’offerente».
Ogni scelta, aveva ribadito l’a.d., verrà fatta valutando la «sostenibilità a lungo termine», la «componente strategica» dell’operazione. Valuteremo le opzioni sul tavolo e sceglieremo la migliore: non sarà l’opzione A o l’opzione B solo per dove ha sede l’offerente A o dove ha sede l’offerente B».

Nel gennaio di quest’anno Leonardo aveva finalizzato l’acquisizione da Square Lux Holding II sàrl., società controllata da fondi assistiti da Kohlberg Kravis & Roberts & Co. L.P., della partecipazione del 25,1% di Hensoldt Ag al prezzo di 606 milioni di euro (vedi qui ). Hensoldt è società leader in Germania nel campo dei sensori per applicazioni in ambito difesa e sicurezza, con un portafoglio in continua espansione nella sensoristica, gestione dei dati e robotica.

I tempi sembravano quindi maturi e quello che preoccupava alcuni politici e i sindacati, specialmente dopo le dichiarazioni di Profumo, era che l‘Italia perdesse la “sovranità tecnologica” nel campo della difesa.

L’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina ha accelerato i piani di integrazione europea nella difesa, facendo emergere la necessità di costruire un polo industriale europeo nel settore. A questo punto Leonardo, che in questi giorni sta registrando continui rialzi in Borsa, potrebbe essere partner del gruppo senza cedere le sue aziende. Secondo voci di mercato non confermate il gruppo guidato da Alessandro Profumo potrebbe partecipare con Oto Melara e Wass al polo integrato italo-franco-tedesco produttore di sistemi d’arma con una quota del 15% cedendo, anziché la totalità, parte del capitale sociale di Oto Melara e Wass, che del resto, proprio grazie al conflitto russo-ucraino hanno accresciuto il loro valore azionario.

L’Italia, quindi manterrebbe la propria “sovranità tecnologica” (tecnologie, now how, personale specializzato) nel settore e diventare partner importante nel programma per il carro armato europeo. Il polo integrato europeo potrebbe, inoltre, diventare il centro di attrazione di altre realtà come, per esempio, Iveco Defence.

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