Festival di Sanremo, perché non piace lo spot della Liguria con Elisabetta Canalis

Il fatto che il messaggio non sia stato capito dovrebbe allarmare la Regione e soprattutto la sua scelta di puntare tutto sullo slogan "La mia Liguria"

Lo spot di promozione turistica della Regione Liguria che viene trasmesso in questi giorni al Festival di Sanremo sta raccogliendo più critiche che apprezzamenti, almeno da quanto risulta dai social di questi due giorni. Testimonial è Elisabetta Canalis, che racconta la “sua” Liguria.

La cartolina di Sanremo punta sul mostrare una regione dove il divertimento è possibile a tutte le ore (questo ha fatto sorridere molto i liguri), in cui il mare si può vivere in molti modi (tuffo al tramonto a Boccadasse, aperitivo in barca a Portofino), in cui si può scegliere di visitare borghi ricchi di storia o mescolare l’esperienza natura più bellezza architettonica (Portovenere). Nel finale riecco il Festival di Sanremo, che la Canalis ha presentato nel 2011.

La presenza di Elisabetta Canalis non sarà limitata solo a Sanremo, la showgirl e modella sarda trasferita a Los Angeles sarà uno dei volti su cui punta la campagna promozionale turistica della Liguria nei prossimi mesi.

La prima critica che in tanti hanno scritto anche sui social è che una sarda non può promuovere la Liguria. L’altro aspetto ampiamente contestato è lo sfondo di grattacieli alle spalle della Canalis quando si apre lo spot, che funge da introduzione a quelli che sono i suoi ricordi liguri. Il ponte tra l’oggi della Canalis (dove vive) e la regione italiana non è piaciuto.

Qui una riflessione di Insopportabile, uno dei maggiori influencer su Twitter sul tema del turismo sardo

Il fatto che il messaggio non sia stato capito (come si evince dai commenti sotto al post ufficiale dedicato su Instagram, social notoriamente più morigerato rispetto a Facebook) dovrebbe allarmare e far riflettere la Regione e soprattutto la sua scelta di puntare tutto sullo slogan “La mia Liguria“, inteso come ricordo personale, per ogni turista, della “sua Liguria” appunto.

Anche i liguri hanno la loro Liguria nel cuore, ma in questo caso il testimonial esterno non è una scelta così peregrina: quante volte influencer e blogger vengono invitati per diffondere la bellezza della regione sui social? A mandare in cortocircuito il messaggio è forse il fatto che Canalis sia un testimonial molto famoso, appartenente a una regione che ha una forte identità e ormai però lontano da tempo dall’Italia?

Secondo noi non è solo questione di “sardità”. Quello che non è avvenuto, a nostro parere, è il senso di identificazione dello spettatore con quelli che dovrebbero essere “i ricordi” liguri di Elisabetta Canalis: l’aperitivo in barca a Portofino, una Portovenere che non si vede nella sua capacità di «emozionare come un primo bacio», appunto e l’Ariston. Ma quanti turisti possono pensare di prendere un aperitivo su uno yacht a Portofino o di entrare nel backstage dell’Ariston?

Ancora una volta sacrificato l’entroterra, in barba a tutte le dichiarazioni sulla destagionalizzazione, e la peste suina non può essere un’attenuante, alla luce del fatto che uno spot ha un orizzonte di lungo periodo e la zona rossa non riguarda certo tutta la Liguria.

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