La Liguria ha in media strutture alberghiere con 2,6 stelle, lo standard più basso delle regioni italiane. È quanto risulta da uno studio di Bain&Company (fonte Istat) diffuso da Intesa Sanpaolo.

La nostra regione è a metà classifica come affluenza di turisti, al decimo posto con 3,4 milioni annui, dopo la Lombardia, prima classificata (14,5), il Veneto (12,9), il Lazio (10,3), l’Emilia-Romagna (10,0), Trentino Aldo Adige (9,5), Toscana (9,4), Campania (5,2), Sicilia (4,0), Piemonte (3,8). È seguita in linea di massima da regioni di piccole dimensioni oppure che hanno scoperto la risorsa turistica più tardi rispetto alle altre.

Se il numero relativamente contenuto delle presenze si può spiegare anche con l’esiguità del territorio ligure, che inoltre destina all’attività turistica principalmente la fascia costiera, è sconcertante il fatto che un territorio di notevole pregio e di ridotte dimensioni sia caratterizzato da un’offerta che sembra puntare sulla quantità a (relativo) buon prezzo anziché sulla qualità. Eppure secondo la classifica di  Bain&Company la media stelle della Liguria è 2,6, la più bassa tra le 20 regioni. Più bassa rispetto a territori che hanno puntato sul turismo di massa come l’Emilia Romagna (2,8) ma anche rispetto a quelle che hanno scoperto molto più tardi rispetto alla Liguria il proprio potenziale turistico, come Puglia (3,3), Sardegna (3,2), Calabria (3,2), Basilicata (3,1), Molise (2,9).

Bisogna tenere presente che la classificazione degli hotel in stelle si basa su aspetti sostanzialmente quantitativi, sulla presenza o meno di servizi e forniture e non su quelli qualitativi di tali servizi e forniture. Per esempio, tra gli aspetti valutati rientra la metratura degli ambienti, che certo concorre a determinare la qualità  di una camera o di un parco, ma in Liguria deve fare i conti con l’esiguità degli spazi e d’altra parte può essere compensata dalla qualità dell’arredamento e dell’ambiente circostante. Mentre una camera di ampia metratura può risultare poco confortevole per la qualità degli arredi e per le sue stesse condizioni strutturali. Così come è importante il servizio di tv o w-fi in camera, bisogna però valutare anche il suo funzionamento. In ogni caso il dato della classifica ci sembra significativo.

In questo contesto, per il territorio ligure risulta di interesse strategico l’iniziativa di Intesa Sanpaolo che rinnova il proprio supporto al rilancio del settore turistico duramente colpito dalla crisi sanitaria attraverso iniziative mirate per accompagnare gli albergatori nel percorso delineato dal Pnrr. Con l’obiettivo di favorire gli investimenti lungo la direzione del turismo sostenibile, il primo gruppo bancario italiano mette da oggi a disposizione delle aziende del comparto 1 miliardo di euro. L’iniziativa rientra nel più ampio programma strategico Motore Italia lanciato quest’anno con un plafond da 50 miliardi e quale primo intervento diretto alle pmi del settore.

In particolare può risultare interessante per il turismo ligure una nuova soluzione di finanziamento di Intesa Sanpaolo: Suite Loan, pensata proprio per le imprese turistiche che intendono migliorare il proprio posizionamento in termini di qualità della propria struttura ricettiva attraverso un meccanismo di incentivi economici grazie alla riduzione del tasso a seguito della condivisione di obiettivi di miglioramento. Un ulteriore riconoscimento economico viene concesso all’azienda a seguito dell’ottenimento dell’up-grade in termini di “stelle” grazie al miglioramento di struttura e servizi.

Una seconda proposta, S-Loan Turismo, mira a incentivare gli investimenti volti alla riqualificazione energetica della struttura alberghiera, con particolare attenzione agli impatti ambientali. Anche in questo caso è previsto un meccanismo di premialità correlata in termini di riduzione del costo del finanziamento e la possibilità di abbinare la garanzia Sace Green all’80%, che consente di allungare la durata del finanziamento fino a 20 anni, comprensivo di 3 anni di pre-ammortamento.

Inoltre, il primo gruppo bancario italiano attraverso Intesa Sanpaolo Rent Foryou, la società con 5.000 fornitori convenzionati che offre il servizio di noleggio dei beni strumentali, fornisce la possibilità anche alle imprese turistiche di innovarsi ed effettuare investimenti senza impegnare capitale, migliorando la struttura finanziaria dell’azienda.

Nell’ottica di favorire l’evoluzione digitale dei rapporti con i clienti, si collocano anche le proposte in collaborazione con Nexi per supportare le imprese turistiche nell’adozione di soluzioni di pagamento digitale per l’accesso a servizi evoluti.

Intesa Sanpaolo mette anche a disposizione delle imprese del comparto il Desk Turismo, che presidia da anni in modo specialistico il settore con un team di risorse dedicate in grado di assistere le imprese, rispondendo alle loro esigenze finanziarie e gestionali.

Stefano Barrese

Stefano Barrese, Responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, commenta: «Il turismo è stato inevitabilmente uno dei settori più esposti alla pandemia. Sin da subito abbiamo offerto il nostro sostegno mettendo a disposizione 2 miliardi di euro per far fronte alle immediate esigenze di liquidità delle imprese. Oggi è tra i principali driver che guideranno la ripresa del Paese e, anche grazie alle risorse destinate dal Pnrr tornerà ad occupare un ruolo chiave nell’economia nazionale. È per questo che abbiamo ideato, nell’ambito del Programma Motore Italia lanciato a marzo scorso, nuove soluzioni di finanziamento per favorire le pmi che intendono mitigare il proprio impatto ambientale attraverso investimenti volti alla riqualificazione e al miglioramento della classificazione alberghiera».

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