Abbonamento Amt gratuito, tramite CityPass, per tutte le matricole che frequentano l’Università di Genova e riduzione della tariffa annuale da 395 a 255 euro per tutti i giovani, e non solo gli studenti, d’età compresa tra i 19 e i 25 anni. Un beneficio immediato per circa 3 mila ragazzi che, attualmente, pagavano la tariffa piena.

Sono le principali novità in partenza a settembre, in concomitanza con l’avvio dell’anno scolastico e accademico 2021-2022, nate della convenzione sottoscritta da Comune di Genova, Amt e Università, presentata questa mattina a Palazzo Tursi.

«Abbiamo previsto l’eliminazione del vincolo dell’Isee − sottolinea il presidente di Amt, Marco Beltrami − che, di fatto, portava l’80% dei nostri abbonati nella fascia 18-25 a pagare la tariffa piena. Ora, per tutti loro, il prezzo dell’abbonamento annuale scende a 255 euro».

L’obiettivo è diffondere tra i più giovani la cultura della mobilità sostenibile, invitandoli a scegliere il trasporto pubblico locale per i loro spostamenti. E, dal punto di vista finanziario, Amt cerca così di recuperare il calo dei giovani abbonati registrato negli ultimi anni: «Abbiamo rilevato un calo di utilizzo nella fascia 19-25 rispetto alla fascia 14-18. Riteniamo che la riduzione della tariffa da 395 a 255 euro, una manovra che noi giudichiamo espansiva, ci possa aiutare a recuperare questi studenti», ricorda Beltrami.

Per abituare anche i più piccoli all’uso del servizio pubblico, è prevista anche la gratuità per tutti i minori di 10 anni, eliminando l’anacronistico vincolo dell’1,15 metri di altezza.

«Comune e Università collaborano in modo sempre più stretto – dichiara l’assessore alla mobilità integrata e ai trasporti Matteo Campora – in modo da attrarre i giovani e farli rimanere qui per i loro studi e il lavoro. Per far questo partiamo dai servizi: del resto il tpl è il primo servizio che utilizza uno studente appena arrivato a Genova ed è giusto rendergli la vita facile. Per farlo, abbiamo scelto la gratuità per le matricole e prezzi più bassi per tutti gli abbonamenti dei giovani».

In corso anche altre iniziative, sempre legate alla mobilità sostenibile: «Con l’Università stiamo andando avanti con nuove iniziative riguardanti i collegamenti tramite piste ciclabili tra le stazioni e le diverse scuole cittadine. In particolare, ci stiamo concentrando sui collegamenti tra corso Italia e il centro e tutte le sedi universitarie presenti nel Levante genovese», aggiunge Campora.

Genova punta così a diventare “città universitaria”, sempre più attrattiva per i giovani che arrivano anche da fuori regione: «Abbiamo le capacità per caratterizzarci come città universitaria – commenta il rettore dell’Università di Genova Federico Delfino – Offriamo corsi su tante discipline e godiamo di un’ottima reputazione a livello nazionale. Ora bisogna aggiungere i servizi, a partire dal trasporto pubblico e dalla residenzialità, fatta non solo di iniziative pubbliche ma anche private. Se mettiamo insieme anche tutto questo, rendiamo Genova più attrattiva, anche per chi viene da fuori: ricordo che molti studenti, in un’epoca ante Covid, optano per per un percorso di studi “interregionale”, frequentando, per esempio, la triennale in una regione e la biennale in un’altra. Una tendenza molto frequente in epoca pre-Covid, ma che immagino si verificherà anche in futuro, e che Genova deve saper intercettare e sfruttare».

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