Professione geologo: il numero di laureati non soddisfa le esigenze di enti e imprese

Non solo libera professione e didattica: la figura del geologo è molto richiesta anche dalle imprese private e dagli enti pubblici

Una trentina di matricole attualmente iscritte al corso di laurea triennale, 17 gli studenti del percorso accademico magistrale, di cui due ragazzi stranieri. Numeri che, secondo i docenti di Scienze geologiche dell’Università di Genova, non sono abbastanza per soddisfare le richieste del mercato del lavoro, che ha sempre più “fame” di geologi.

«Le esigenze lavorative sono più che incoraggianti − sostiene Francesco Faccini, docente di Pericolosità Geoidrologica del Distav, Dipartimento di Scienze della Terra, dell’ambiente e della vita dell’ateneo genovese − Noi stessi siamo in difficoltà nel dare nominativi di laureati, sia del corso triennale, sia di quello magistrale. Questo perché all’indomani della laurea i ragazzi sono sostanzialmente già impegnati e richiesti. Quindi c’è spazio per ampliare il numero degli studenti».

Sono quattro i filoni lavorativi che offrono sbocchi a un geologo neolaureato: «Il primo è il campo libero-professionale, che continua ad avere richieste, per esempio per piccoli e grandi cantieri − spiega Faccini − Resta molto attivo anche il filone della ricerca e della didattica, a tutti i livelli. Alcuni giovani laureati vengono anche assunti in aziende private, soprattutto nei settori dell’ambiente e delle costruzioni».

E poi c’è la positiva sorpresa degli ultimi anni, l’assunzione da parte degli enti pubblici, a partire dal Comune di Genova che, negli ultimi cinque anni ha pubblicato cinque bandi per il conferimento di incarichi o per l’assunzione di geologi: «Ma anche Regione Liguria, enti parco, Arpal, fino ad arrivare ad Anas, ministero, Ferrovie e via dicendo», precisa il docente. Lo stesso ministro della Pubblica amministrazione Fabiana Dadone ha recentemente dichiarato che tra gli obiettivi del governo ci sarebbe proprio un maxi-piano di assunzioni rivolto a ingegneri, geologi e architetti per far fronte alle uscite dovute al pensionamento con Quota 100. L’obiettivo è “reingegnerizzare” e rendere più efficiente la PA, partendo proprio dell’investimento sul capitale umano.

L’offerta formativa dell’Università di Genova prevede un corso di laurea triennale in Scienze geologiche, con insegnamenti di base di matematica, fisica, chimica e scienze della terra, e in un corso di laurea magistrale articolato su due percorsi formativi, pensati proprio per soddisfare le diverse esigenze del mercato del lavoro: il primo indirizzo riguarda la Dinamica terrestre e le Georisorse (Dige), il secondo i Rischi geologici e ambientali (Riga), che forma laureati specializzati nel monitoraggio e nella gestione delle pericolosità naturali.

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