«Uno dei più potenti calcolatori del mondo (tra i primi 30-40 al mondo) che rafforzerà le capacità nazionali nel supercalcolo nei big data e nei sistemi autonomi e intelligenti avrà sede nel Leonardo lab di Genova, nell’ex edificio Selex della Fiumara. I cinque Leonardo labs, sorgeranno in prossimità dei principali siti industriali di Leonardo in Italia e saranno incaricati di lavorare su programmi di frontiera nel medio-lungo periodo, trasversali alle aree di business aziendali, in grado di sviluppare le tecnologie del futuro e anticipare la domanda del mercato». Lo ha annunciato Roberto Cingolani, chief technology and innovation officer di Leonardo, questa mattina ai Magazzini del cotone di Genova nel corso dei Leonardo Innovation Awards 2019. «La sede è stata scelta perché l’edificio era quasi “chiavi in mano” – spiega Cingolani – compresi i sistemi di raffreddamento necessari per un calcolatore di questo tipo». Del resto, dopo aver tentato di vendere il grattacielo verde di recente costruzione, Leonardo lo aveva successivamente messo a disposizione per i lavoratori impegnati nell’emergenza del ponte Morandi.

Le risorse investite in Ricerca e sviluppo nel 2018 da Leonardo sono state 1,4 miliardi di euro (pari al 12% dei ricavi) confermandosi come quarto gruppo mondiale e terzo europeo per investimenti nel settore Aerospazio e Difesa.

Oltre a 9 mila i dipendenti impegnati, pari a circa il 20% degli addetti complessi in Leonardo. Di questi, 6.200 in Italia, che rappresentano quasi il 7% degli addetti in Ricerca e Sviluppo del settore manifatturiero italiano e circa il 10% degli addetti impiegati nei settori a medio-alta tecnologia che operano sul territorio nazionale.

Considerando solo la parte di spesa allocata in Italia, Leonardo rappresenta il 16,8% della spesa in Ricerca e Sviluppo dei settori a tecnologia alta e medio-alta del Paese e il 10,9% del totale degli investimenti diretti in Ricerca e Sviluppo delle imprese manifatturiere italiane.

Leonardo ha all’attivo 200 progetti e partnership di ricerca con altre 90 università e centri di ricerca in tutto il mondo, di cui circa 50 in Italia, coinvolgendo circa il 40% delle università italiane.

«La divisione Cyber di Leonardo su Genova è presente su importanti aree di business – spiega Cingolani – quali, per esempio, soluzioni di comando e controllo, trasporti ed energy management, anche per lo stesso territorio ligure, ma anche Scada cyber protection, cyber range, dove grazie ai laboratori presenti sul sito sviluppiamo e testiamo le tecnologie che proponiamo ai nostri clienti, collaborando e coinvolgendo anche enti di ricerca e aziende del territorio nell’ottica di contribuire allo sviluppo dell’ecosistema di sicurezza del territorio e di riflesso nazionale».

Leonardo, annuncia Cingolani, continuerà a investire sulla cyber security in modo crescente anche su questi ambiti che sono strategici «con un crescente coinvolgimento di risorse giovanili provenienti dalle università e dai centri di formazione e più in generale, dalle scuole del territorio, rendendo i nostri laboratori visitabili alle scuole stesse».

A Genova, Leonardo sviluppa componenti per le comunicazioni navali per Ocean2020 (Open cooperation for European maritime awarenessa cui partecipano 42 partner di 15 Paesi europei), primo progetto europeo di ricerca militare per la sicurezza marittima, di cui Leonardo è capofila.

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