Una laurea magistrale interamente in inglese in “Data science and technology“, l’ha presentata nel corso della conferenza di apertura della Genova Smart Week, Michele Piana, prorettore per la ricerca e il trasferimento tecnologico all’Università degli Studi di Genova. Il corso partirà a ottobre.

Saranno quattro i curricula: business, health, security e visualization, con il secondo e il quarto particolarmente legati a uno dei trend del momento, gli ormai celebri big data (raccolta di dati così estesa in termini di volume, velocità e varietà da richiedere tecnologie e metodi analitici specifici per l’estrazione di valore), ma non è l’unica iniziativa che ha in cantiere l’Ateneo genovese in ambito di innovazione, anche se è ancora da strutturare: un “biomedical big data center” (Bmb): «Un tentativo – dice Piana – di costruire un centro di servizi, quindi non solo di ricerca, per gestire i dati biomedicali, formare nuove figure professionali, quindi anche un centro di competenze, ma che sia anche trasferimento di conoscenza, ospitando al proprio interno quell’industria e soprattutto quelle start up che sorgerebbero dalle scoperte».

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