Il futuro del Ponente genovese si chiama Gate, Genoa Airport: a Train to Europe. Gate significa essenzialmente intermodalità e interoperatività, le due priorità che l’Unione europea «ha ritrovato nel progetto di collegamento aeroporto-ferrovia e ha appoggiato, finanziando la metà dei costi di progettazione, 1 milione e 152 mila euro in totale, nell’ambito di Tent-T 2007-2013» spiega Francesco Buscaglia, project officer Gate per Inea, una delle sei agenzie esecutive della Commissione europea. Questa mattina lo step conclusivo della fase progettuale, con l’ultimo tavolo tecnico tra tutti i beneficiari del progetto: Regione Liguria, Comune di Genova, Società per Cornigliano e Aeroporto di Genova.

Gate si divide in due sottoprogetti distinti che ridisegneranno l’area compresa tra Cornigliano, Sestri Ponente ed Erzelli, rendendola più fruibile sia per i cittadini, sia per chi arriva o parte da Genova via treno o aereo. Nella prima parte del progetto rientra la realizzazione della nuova fermata ferroviaria di Erzelli/Aeroporto, collocata sulla linea Genova-Ventimiglia tra le stazioni di Genova Sestri Ponente e Cornigliano. Proprio la stazione di Cornigliano verrebbe di conseguenza spostata in direzione levante (via San Giovanni D’Acri). La realizzazione delle due nuove stazioni ferroviarie sarà a carico di Rfi, Rete ferroviaria italiana, e Italferr, e l’auspicio è che il finanziamento, da concordare con il ministero, venga inserito già nel 2016 per poter partire quanto prima con i lavori.

Il secondo sottoprogetto di Gate riguarda l’impianto di collegamento via fune tra la nuova fermata e il terminal passeggeri aeroportuale, che distano, in linea d’aria, 600 metri. Una soluzione, secondo i tecnici, poco costosa a livello di manutenzione ed esercizio. Il progetto prevede la realizzazione di una cabinovia che, senza alcun tipo di barriera architettonica, colleghi in quattro minuti l’aeroporto alla nuova stazione ferroviaria Erzelli/Aeroporto. Da qui, l’impianto proseguirebbe per consentire di raggiungere anche il polo tecnologico: per questo ulteriore step, Comune, Regione Liguria, Aeroporto e Istituto internazionale delle comunicazioni hanno appena fatto richiesta di finanziamenti alla Ue. Sei cabine in totale (tre per lato), con una capienza di dieci persone circa ciascuna, per una portata totale di 600 persone. «Si tratta di cabine pesanti, a prova di vento, e motori da 200 kW – spiega Eugenio Marro, ingegnere dello Studio Corona, coordinatore del progetto funiviario – Il basso dislivello consente un dispendio energetico limitato e, inoltre, bisogna considerare che l’impianto entra in funzione quando ci sono dei passeggeri che ne devono fare uso, altrimenti rimane fermo». Dal lato ferrovia la stazione sarebbe presidiata, mentre lato terminal sarà videosorvegliata. Una volta usciti dalle cabine, i passeggeri potranno raggiungere la stazione ferroviaria tramite una passerella pedonale.
A progettare il collegamento è stato un raggruppamento temporaneo di imprese capitanato dallo studio Dimensione Ingenierie, a cui si deve anche il nuovo complesso funiviario del monte Bianco. Il costo dell’opera si aggirerà intorno ai 5,9 milioni di euro: l’Unione europea finanzierebbe solo il 20%.

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A completare il complesso intermodale, un parcheggio multipiano che trasformerebbe definitivamente l’area in una nuova “Famagosta”. Per questa ulteriore opera, che è stata aggiunta successivamente e quindi non rientra nel progetto della cabinovia, è già stata presentata la richiesta di finanziamento all’Unione europea. Il parcheggio, compatibile con il Puc, sorgerebbe nell’area aeroportuale a fianco alla nuova stazione ferroviaria (zona deposito container, che verrebbero quindi rimossi) e potrebbe ospitare almeno duemila veicoli. La realizzazione, così come la cabinovia, in project financing. «Ciò consentirebbe a chi arriva dall’autostrada di uscire al casello di Genova Aeroporto, parcheggiare nella nostra “Famagosta” e raggiungere il Cristoforo Colombo, oppure il centro città – commenta Paolo Sirigu, direttore generale dell’Aeroporto di Genova – O perché no, direttamente le Cinque terre, visto che la presenza adiacente della stazione ferroviaria lo consente».

Concretizzando l’intermodalità treno-aereo, «il progetto Gate avrà anche l’effetto di valorizzare l’Aeroporto di Genova, sia perché i flussi di persone aumenterebbero, sia perché lo scalo si potrebbe riposizionare tra quelli strategici nazionali», afferma Marco Arato, presidente del Cristoforo Colombo. Un progetto che, sottolinea Claudio Eminente, direttore Pianificazione e Progetti Enac, «è perfettamente compatibile con il piano di Sviluppo dell’aeroporto e amplierebbe il suo bacino di traffico». I tempi sono inevitabilmente collegati alla realizzazione delle opere ferroviarie, che rappresentano decisamente il grosso dell’intero progetto. «La sola cabinovia potrebbe essere costruita nel giro di un anno e mezzo, forse anche meno», precisa Marro. Per arrivare alla realizzazione completa di Gate serviranno almeno quattro-cinque anni. E nel frattempo, la frequenza del pulmino sussidiario di Amt, che con linea circolare I24 collega Sestri Ponente con l’aeroporto, potrebbe essere incrementata: «È in corso un dialogo con Amt e Comune», dice Sirigu.

 

2 COMMENTI

  1. Ho 68 anni, spero di riuscire a vedere realizzato questo interessantissimo progetto.
    Credo che se, finalmente, le “mummie” della Facoltà di Ingegneria si trasferissero a Erzelli, potrebbe finalmente decollare il polo tecnologico genovese.

  2. Cabinovia per gli Erzelli.
    Non mi sembra il mezzo più idoneo per spostare grandi masse di persone dalla stazione ferroviaria alla collina degli Erzelli.
    Si tengano presente le ore di punta, quando centinaia di passeggeri (impiegati e studenti) dovranno raggiungere o lasciare la collina.
    Dovrebbero essere presi in considerazione altri mezzi più capienti delle cabine da 10 persone.

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