Trecento chili d’esplosivo sono serviti per far esplodere un ‘masso ciclopico’ da 2.000 tonnellate alto come un palazzo di quattro piani in bilico sulla parete di roccia franata il 25 gennaio scorso sulla statale Aurelia tra Vesima e Arenzano nel Ponente di Genova.
L’operazione, eseguita da personale specializzato per il disgaggio di massi pericolanti, è stata effettuata nel primo pomeriggio d’intesa tra Anas, Aspi, Regione Liguria e i Comuni interessati.
Durante le operazioni di disgaggio la circolazione ferroviaria Genova-Ventimiglia è rimasta sospesa tra Voltri e Cogoleto con la cancellazione di otto treni regionali.
L’autostrada A10, unica alternativa all’Aurelia, è invece rimasta regolarmente aperta per garantire almeno una via di collegamento tra il Ponente ligure e il Levante della regione.
All’operazione erano presenti, tra gli altri, il viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi, l’assessore regionale alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone, il sindaco di Arenzano Francesco Silvestrini, l’amministratore delegato di Anas Claudio Gemme e il responsabile della struttura territoriale di Anas Liguria Nicola Dinnella.
Le cariche sono state disposte dai rocciatori in punti prestabiliti e individuati per distaccare i volumi rocciosi da eliminare: il masso pericolante aveva dimensioni di oltre 720 metri cubi con un peso di circa 2.000 tonnellate.
L’esplosione è propedeutica alla riprofilatura della la parete di roccia dove nei prossimi mesi Anas farà un intervento mirato a mitigare e prevenire il dissesto idrogeologico. L’obiettivo è comunque riaprire la strada Aurelia, almeno su una corsia, il 1 marzo.
L’assessore alle Infrastrutture e Protezione civile di Regione Liguria, Giacomo Raul Giampedrone, commenta: «Come Regione abbiamo collaborato con tutte le Istituzioni coinvolte per arrivare alla giornata di oggi con l’obiettivo comune della riapertura della strada il 1° marzo, è un obiettivo molto significativo e siamo nei tempi per poterlo raggiungere. C’è poi il tema del recupero e riutilizzo in mare del materiale roccioso fatto brillare per consolidare la scogliera: è un altro esempio di grande collaborazione istituzionale su cui Regione con gli uffici Ambiente sta lavorando perché con questi massi potrà essere rinforzato il ‘piede’ dell’Aurelia consentendo di accelerare i tempi e ridurre i costi dell’intervento in corso da parte di Anas, con un aumento della resilienza di questo territorio».
























