Sarà Stefano Messina il presidente di Assarmatori anche per il quadriennio 2026-2030. Lo ha stabilito l’assemblea dell’Associazione armatoriale, riunitasi questa mattina nella sede di via del Babuino, a Roma.
La nomina è stata approvata all’unanimità da parte degli Associati, dopo che nello scorso autunno la commissione di designazione – formata da Franco Del Giudice in qualità di presidente affiancato da Stefano Beduschi e Franco Ronzi – era giunta, al termine di un approfondito iter di consultazione degli stessi Associati, alla medesima conclusione. In questo senso, i lavori assembleari si sono aperti con la relazione del presidente e del consiglio direttivo uscenti e con un aggiornamento delle regole statutarie al fine di incrementare gli standard di efficienza ed efficacia dell’Associazione.
Nella stessa sede si è poi proceduto al rinnovo del consiglio direttivo di Assarmatori. Confermati Stefano Beduschi, Gaudenzio Bonaldo Gregori, Matteo Catani, Franco Del Giudice, Mariaceleste Lauro, Luigi Merlo, Achille Onorato, Salvatore Ravenna, Vincenzo Romeo e Pasquale Russo.
Entrano nell’organo di vertice, a conferma del percorso di crescita e qualificazione dell’Associazione registrato dalla fondazione nel 2018 ad oggi, Luigi Cafiero, Giacomo Gavarone, Corrado Neri e Ivanhoe Romin. Confermati i due vicepresidenti uscenti, Achille Onorato e Vincenzo Romeo, ai quali si aggiunge Franco Del Giudice. A guidare la struttura, presso la sede di Roma e gli uffici di Genova e Bruxelles, restano il segretario generale Alberto Rossi e il vicesegretario generale Giovanni Consoli.
«Sono gratificato per la proposta dei miei colleghi, che hanno valutato il lavoro svolto in questi anni e il posizionamento nazionale e internazionale della nostra Associazione, a partire dalla struttura che abbiamo saputo far crescere e consolidare, anche grazie ai contributi di competenze e capacità dei tanti soggetti associati che abbiamo coinvolto in questo affascinante progetto – commenta a caldo Stefano Messina – tuttavia non abbiamo tempo per le autocelebrazioni, la rotta che abbiamo imboccato presenta ancora molte onde da affrontare. Fra i punti prioritari su cui ci concentreremo nei prossimi mesi figura la necessità di rivedere l’assurda e controproducente politica di sostenibilità ambientale dell’Unione europea, l’ulteriore opera di semplificazione dell’apparato burocratico che regola il trasporto marittimo, la valorizzazione delle risorse umane e lo sviluppo della nostra industria nell’ottica di rinsaldare la storica vocazione marittima dell’Italia».
























