Il Centro di Competenza Start 4.0 è stato protagonista questa mattina dell’incontro “Centri di Competenza: un contributo all’innovazione sicura del Paese”, organizzato alla Camera dei Deputati su iniziativa di Guerino Testa, segretario della VI Commissione Finanze.
L’obiettivo principale era quello di far conoscere cosa sono e cosa fanno i Centri di Competenza, strumenti
operativi del Mimit al servizio del tessuto produttivo. Istituiti nel 2018 e attivi dal 2019, gli 8 Centri di Competenza sono aggregano realtà con competenze altamente tecnologiche e sostengono la transizione tecnologica e digitale delle piccole e medie imprese.
Per Start 4.0 erano presenti la chief technology officer Georgia Cesarone e la responsabile esecutiva Roberta De Donatis che hanno illustrato il modello operativo e le strategie adottate per favorire l’adozione di tecnologie avanzate, garantendo al tempo stesso sicurezza e sostenibilità. Durante l’incontro sono intervenuti anche Federico Mollicone, presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione; Francesco Carioti, capo divisione Rapporti Istituzionali dell’Agenzia di Cybersicurezza Nazionale (Acn) e Serafino Sorrenti, capo segreteria Tecnica sottosegretario di Stato all’Innovazione tecnologica e transizione digitale.
«I Centri di Competenza sono lo strumento attraverso cui il Mimit ha scelto di accompagnare concretamente le imprese italiane nella transizione digitale e tecnologica – spiega Roberta De Donatis -. Come Start 4.0, mettiamo a disposizione know-how, rete e servizi per rendere l’innovazione un’opportunità accessibile, sicura e sostenibile, soprattutto per le pmi. Ora, con l’entrata in vigore della Legge 132/2025 sull’Intelligenza artificiale, il nostro ruolo si rafforza ulteriormente: siamo pronti a contribuire all’attuazione di politiche strategiche che pongano l’Italia all’avanguardia in Europa nella gestione etica e sicura dell’Ai».
«Gli 8 Centri di Competenza sono stati assegnatari di 160 milioni di euro di finanziamenti da parte del Ministero – ricorda De Donatis -. A questi bisogna poi sommare l’investimento privato dei partner, arriviamo così intorno ai 350 milioni di euro di finanziamenti pubblici e privati portati a terra per azioni legate alla trasformazione tecnologica. Si stanno concludendo in questi mesi gli interventi previsti da Pnrr e possiamo dire di aver traguardato con successo, anzi superato, i target previsti dal Ministero e a questi risultati quantitativi se ne aggiungono altri qualitativi».
Il valore aggiunto risiede nella capacità di creare ecosistemi territoriali dove università, centri di ricerca, grandi aziende, pmi e startup collaborano, dando vita a modelli di innovazione replicabili e sinergici. La composizione pubblico-privata dei Centri consente inoltre una gestione integrata e flessibile, orientata al risultato, in grado di rispondere concretamente alle esigenze delle imprese attraverso progetti, consulenze, formazione e test di tecnologie.
L’approccio operativo dei Centri è improntato alla prossimità, alla verticalizzazione delle competenze e all’offerta di servizi su misura, contribuendo a diffondere una cultura dell’innovazione che sia inclusiva, accessibile e basata su standard elevati di sicurezza digitale e impatto sostenibile. Un approccio riconosciuto a livello nazionale e internazionale, come testimonia anche la recente partecipazione all’Expo di Osaka, dove i Centri di Competenza italiani sono stati presentati come esempi di eccellenza e collaborazione tra Paesi.
Il contributo di Start 4.0 all’innovazione del Paese e alla transizione digitale delle pmi
Negli ultimi anni, Start 4.0 ha erogato 185 servizi per un valore complessivo di oltre 9,8 milioni di euro, con aiuti di Stato pari a 6,94 milioni, a sostegno della transizione digitale delle imprese italiane.
Tra i servizi più richiesti spiccano la consulenza in innovazione (91 interventi per oltre 6,7 milioni di euro), gli assessment tecnologici (58 interventi) e le attività di formazione specialistica (14 interventi).
Grazie a una capillarità territoriale che copre tutte le regioni italiane, Start 4.0 ha attivato servizi in aree strategiche come Piemonte, Liguria e Lombardia, consolidando la propria azione anche in regioni ad alta densità manifatturiera come Toscana, Puglia, Veneto ed Emilia-Romagna. Il tasso medio di agevolazione per le imprese ha superato il 74%, con una quota mediana di sconto pari all’80%, a testimonianza di un forte supporto pubblico all’adozione delle tecnologie 4.0. Oltre ai servizi erogati, il Centro ha attivato progetti concreti nei settori della transizione ecologica, sicurezza delle infrastrutture, blue economy e cybersecurity, contribuendo alla crescita sostenibile del tessuto produttivo e alla resilienza digitale delle imprese.
In questa cornice, infine, particolare attenzione sarà dedicata anche al contributo di Start 4.0 nell’attuazione della Legge 132/25 sull’Intelligenza Artificiale, che assegna nuovi fondi e responsabilità strategiche ai Centri di Competenza per promuovere un utilizzo sicuro, etico e trasparente delle tecnologie AI nei processi industriali e nei servizi pubblici.
























