“Bene l’avvio della campagna istituzionale di comunicazione sul vino, che risponde alle richieste avanzate da Coldiretti e rappresenta un segnale importante per fermare i tentativi immotivati di demonizzazione di un prodotto simbolo del Made in Italy e della Dieta Mediterranea”. È quanto affermano Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, Delegato Confederale, in occasione della presentazione delle misure per il settore promosse dal ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare.
«Il vino non è solo un prodotto agricolo, ma un patrimonio economico, culturale e ambientale che in Liguria assume un valore ancora più profondo – sottolineano Boeri e Rivarossa – Parliamo di una filiera che custodisce territori fragili, tradizioni secolari e un modello produttivo sostenibile, spesso portato avanti in condizioni estreme. La campagna di promozione va nella direzione giusta: sostenere le imprese e restituire centralità a un comparto che rappresenta l’identità del nostro Paese».
La viticoltura ligure
La viticoltura ligure è una realtà unica nel panorama nazionale, fortemente legata al territorio e caratterizzata da una diffusa viticoltura eroica, fatta di vigneti su forti pendenze, terrazzamenti storici e lavoro manuale, spesso in aree difficilmente accessibili. Una pratica agricola che svolge anche una funzione insostituibile di presidio ambientale e di tutela del paesaggio.
Dal punto di vista ampelografico, il vitigno a bacca bianca più diffuso in tutte e quattro le province liguri è il Vermentino, seguito dal Pigato e dalla Lumassina nel savonese, dal Bosco e dall’Albarola nello spezzino, dalla Bianchetta Genovese e dal Moscato nel genovese.
Tra le uve a bacca nera spiccano il Rossese di Dolceacqua, l’Ormeasco, la Granaccia e il Ciliegiolo, mentre tra i vini passiti resta simbolo assoluto il celebre Sciacchetrà delle Cinque Terre.
Inoltre, la Liguria può contare su 12 vini a Denominazione di Origine Protetta e Indicazione Geografica Protetta (8 Dop e 4 Igp).
Secondo le più recenti stime dell’Osservatorio Ismea-Qualivita, il comparto del Vino Dop Igp in Liguria vale complessivamente circa 24 milioni di euro e coinvolge oltre 800 operatori.
«Difendere il vino ligure significa difendere il lavoro di centinaia di aziende agricole e la sopravvivenza di territori straordinari e fragili – concludono Boeri e Rivarossa -. Servono politiche di promozione, informazione corretta e valorizzazione delle produzioni di qualità, perché il vino è parte integrante della nostra cultura alimentare e del modello agricolo italiano».
























