Durante il Consiglio regionale della Liguria di questa mattina, Alessandro Bozzano, capogruppo di Vince Liguria Noi Moderati, e Giovanni Boitano, capogruppo di Orgoglio Liguria-Bucci Presidente, hanno comunicato di aver abbandonato i rispettivi gruppi di appartenenza e di aver costituito il nuovo gruppo Noi Moderati.
Bozzano ha dichiarato che “il nuovo gruppo si inserisce nella maggioranza e rispetterà con lealtà il programma di maggioranza“. Il consigliere ha sottolineato l’importanza della forza civica nel recente voto regionale e ha concluso: «Credo che inizi oggi una nuova interlocuzione con un nuovo gruppo che sarà, credo, un’interlocuzione di equilibrio, di efficienza e di efficacia all’interesse dei liguri».
Le reazioni
«Quello andato in scena oggi in Consiglio regionale è stato uno spettacolo desolante per le istituzioni e per la Liguria. Marco Bucci, che per anni si è raccontato come ‘padre padrone’ in Comune, oggi dimostra di non essere nemmeno più in grado di governare i partiti che lo sostengono in Regione. La vicenda Bozzano, che di fatto prende le distanze dalla maggioranza, certifica in modo plastico la fine di ogni residua narrazione civica come modello di buon governo della destra». È il commento di Gianni Pastorino, consigliere regionale e rappresentante di Linea Condivisa, che aggiunge:
«Oggi è stato annunciato un allargamento della maggioranza come se fosse un fatto politico nobile, mentre in realtà è l’ennesima farsa, l’ennesimo gioco di incastri e di poltrone. Altro che progetto per la Liguria: qui siamo di fronte a una trattativa permanente tra partiti, a una guerra di posizionamento che ha come unico obiettivo la spartizione delle deleghe e degli incarichi. Una moltiplicazione irrazionale delle poltrone, mentre si parla ipocritamente di razionalizzazioni, perfino nel sistema sanitario, dove invece servirebbero più prossimità, più organizzazione, più risorse e meno caos. Le parole di Bozzano sono la certificazione politica del fallimento di questa esperienza di governo. Dicono apertamente che il sostegno non è più scontato».
«E mentre il centrodestra litiga sulle poltrone, la Regione affonda sui problemi veri – dice Pastorino -. Tutto questo teatrino avviene ignorando completamente ciò che davvero assilla la Liguria: la sanità. Una sanità messa in ginocchio da anni di scelte sbagliate e oggi ulteriormente gettata nella confusione da una riforma approvata proprio da questa maggioranza. Una riforma che disorienta il personale sanitario, crea incertezza organizzativa, smantella presìdi di prossimità e lascia nello sconforto cittadine e cittadini liguri, già alle prese con liste d’attesa infinite, carenza di medici e servizi sempre più lontani dai territori. Quello che veniva raccontato come un punto di forza – l’unità del centrodestra e la natura civica dell’esperienza Bucci – non esiste più. Oggi resta solo un governo regionale arrivato a un punto morto, commissariato di fatto da diktat politici esterni e incapace di affrontare le vere emergenze della Liguria».

























