Borse europee poco mosse. L’inflazione statunitense in linea con le attese al +2,7% annuo rassicura i mercati, che prevedono tassi fermi a breve ma non escludono tagli da parte della Fed più avanti nel tempo. A scoraggiare gli investitori sono le accuse di Trump al numero 1 della Fed (“incompetente o corrotto”) e la dichiarazione del presidente Usa di voler imporre con effetto immediato dazi del 25% ai Paesi che restano partner commerciali dell’Iran. Pechino ha replicato di essere pronta a difendere “con determinazione” i propri interessi. Trump ha anche incitato i manifestanti a proseguire con le proteste, annunciando che “gli aiuti sono in arrivo”. Milano segna -0,45%, Milano -0,03%, Francoforte +0,06%, Parigi -0,14%, Madrid +0,08%.
Spread Btp/Bund
Spread Btp/Bund a 63 Punti (variazione+1,15%, rendimento btp 10 anni+3,44%, rendimento bund 10 anni+2,81%).
Piazza Affari
La tensione tra Usa e Iran ha provocato un rialzo dei prezzi del petrolio e di conseguenza dei titoli petroliveri. A Milano vola Saipem (+4,39%), seguita da Tenaris (+2,82%), Eni (+2,15%). In coda Buzzi (-7,1%) dopo i record della vigilia e in linea con il settore delle costruzioni, in calo del 3,67%, Fincantieri (-4,50%), Ferrari (-3,57%).
Valute
L’euro cala a 1,164 dollari (ieri a 1,167) e vale 185,25 yen (da 184,6), il dollaro/yen è a 159,15 (da 158). La tensione geopolitica ha effetto anche sui metalli beni-rifugio. L’oro spot dopo aver aggiornato i record a 4.634 dollari scambia a 4.600 dollari, l’argento vale 88,43 dollari dopo il top a 89,185 dollari.
Energia
Forte rialzo per il petrolio (Light Sweet Crude Oil + 3,18%). Spicca il volo anche il prezzo del gas a 31,2 euro al megawattora (+3,3%,)
























