Mentre procedono i lavori per realizzare il ribaltamento a mare di Fincantieri, il progetto per il quartiere di Sestri Ponente è sempre fermo. A dirlo sono Spi Cgil e Fiom Cgil che chiedono alla Struttura Commissariale e al Comune di Genova una riunione con tutti i soggetti interessati dal progetto.
“A Sestri Ponente il cantiere dell’ampliamento del bacino prosegue speditamente. Le ambizioni di Fincantieri sono legittime e anche il Municipio e la città guardano con attenzione allo sviluppo economico e occupazionale conseguente – scrivono le segreterie Spi Cgil e Fiom Cgil in un comunicato -. Noi riteniamo che il percorso debba essere attentamente accompagnato, evitando “crisi di rigetto strumentali”. In questo contesto infatti, affinché tutti i cittadini abbiano gli stessi diritti, l’inserimento di nuova forza lavoro richiede un percorso guidato nella fabbrica e nel tessuto sociale del quartiere. Ne consegue che Fincantieri, così come Autorità di Sistema Portuale, nonché il Comune di Genova e la Regione debbano svolgere il compito di “regolatore sociale”, garantendo la rivisitazione e riqualificazione di un territorio già sottostimato dal punto di vista dell’assistenza sanitaria, abitativo, scolastico e di altri servizi primari”.
“Tutto questo – sottolineano – comporta partecipazione e confronto, contrattazione territoriale, progetti e risorse economiche che ad oggi nessuno ha assicurato. La realtà ci riporta alla struttura Commissariale, che con RFI (società del Gruppo Ferrovie) doveva verificare la fattibilità tecnica economica di spostamento della linea ferroviaria dalla stazione attuale con allargamento ipotizzato di via Puccini, ma in particolare da via Merano, per poi finanziare e redigere i progetti. Stiamo parlando discadenze fissate prima a luglio, poi settembre 2025, ma ora siamo a gennaio 2026 e tutto tace. L’ultimo incontro è stato nel maggio scorso”.
“A ottobre è partita la richiesta di confronto dei sindacati confederali, ma nessuno ha risposto – aggiungono -. Come Fiom e Sindacato dei pensionati Cgil, siamo preoccupati in quanto il cantiere per lavorare a pieno regime ha bisogno di riunificare gli spazi a mare spostando i binari. I residenti devono avere la possibilità di capire cosa comporta lo spostamento della ferrovia, garanzie di una vera riqualificazione, risorse e tempi definiti attraverso un percorso di contrattazione sociale e territoriale, che lo SPI congiuntamente alla Camera del lavoro è deputato a portare avanti, in continuità con la presenza al confronto assicurato dal percorso unitario confederale”.
“Le recenti dichiarazioni di principio da parte del vicesindaco del Comune di Genova ci confortano, ma abbiamo bisogno di entrare subito nel merito dei problemi, cominciando da una sollecita convocazione da parte della struttura Commissariale di tutti i soggetti interessati“.
























