L’équipe dell’Oculistica dell’Istituto Gaslini, in sintonia con la Chirurgia Maxillo-Facciale dell’Ospedale Policlinico San Martino, ha recentemente eseguito un delicato e raro intervento di neurotizzazione corneale su un bambino di due anni affetto da agenesia (ovvero l’assenza) del V nervo cranico di destra. Si tratta del primo intervento in Italia di questo genere a essere realizzato su un paziente così giovane. L’intervento è fondamentale in quanto tale malformazione priva la cornea del normale nutrimento nervoso provocando conseguentemente ulcere corneali neurotrofiche ricorrenti con rischio di perdita permanente della vista. L’obiettivo dell’intervento è stato reinnervare la cornea sfruttando i nervi sensitivi dell’altro lato del volto, nella prospettiva di ripristinare una funzione visiva il più possibile simile a quella di un coetaneo sano. L’intervento si è svolto senza complicanze e la rigenerazione nervosa è già iniziata; oggi il paziente sta bene ed è stato dimesso, verrà seguito con controlli cadenzati per i prossimi mesi. Occorreranno circa tre mesi per valutare la ripresa funzionale delle fibre nervose.
«La neurotizzazione corneale – precisa Raffaele Spiazzi, direttore sanitario dell’Istituto Gaslini – è una tecnica complessa che permette di restituire sensibilità e nutrimento alla cornea nei casi in cui il nervo originario non è presente o non funziona. Nel nostro piccolo paziente era l’unica possibilità per proteggere l’occhio e tentare di recuperare una funzione visiva adeguata. Questo intervento è stato possibile grazie al lavoro integrato degli oculisti, dei chirurghi maxillo-facciali del San Martino, degli anestesisti, degli infermieri di sala e di reparto, del personale amministrativo con il supporto delle direzioni dei due ospedali. A tutti loro va il mio sincero ringraziamento».
Massimiliano Serafino e Bernardo Bianchi, rispettivamente direttorr dell’Oculistica del Gaslini e direttore della Maxillo-facciale del San Martino di Genova, in una nota congiunta spiegano: «Abbiamo prelevato un piccolo nervo sensitivo dalla gamba del bambino, chiamato nervosurale, e lo abbiamo collegato ai nervi sovraorbitario e sovratrocleare del lato sano, che hanno una funzione regolare. Questo nuovo ‘cavo nervoso’ è stato poi fatto passare sotto la cute fino al lato dove il nervo non esiste. Una volta arrivati all’occhio, lo abbiamo suddiviso in quattro sottili fasci per garantire la maggiore innervazione possibile e lo abbiamo inserito in piccole tasche create sulla sclera, la parte bianca dell’occhio. Da qui, nei prossimi mesi, le fibre nervose dovrebbero crescere e raggiungere la cornea, permettendole di tornare a nutrirsi e a proteggersi come dovrebbe».
























