La sopraelevata Aldo Moro e la centrale solare di Sant’Ilario che compiono 60 anni, i 90 anni della camionale e del primo restauro di Palazzo Ducale, sono tanti gli anniversari “architettonici” che sono stati lo spunto per l’edizione 2025 di Maledetti Architetti, rassegna a Genova ormai giunta alla quinta edizione con un successo crescente di partecipanti alle visite guidate.
Quest’anno l’appuntamento è per sabato 15 e domenica 16 novembre e il tema è sempre l’architettura del Novecento, che spesso fa discutere o giudicata brutta a priori.
La manifestazione è promossa da Comune di Genova e Fondazione Ordine Architetti di Genova, con l’obiettivo di raccontare contrasti e capolavori del secolo scorso attraverso alcuni edifici più iconici della città.
Undici luoghi firmati da progettisti più o meno noti saranno protagonisti di un itinerario condotto da un gruppo di architetti e cultori della materia, che ne sveleranno curiosità, segreti e particolarità. Le visite si svolgeranno su turni, con prenotazione obbligatoria. Ad arricchire il weekend, una serie di appuntamenti collaterali e ulteriori eventi sugli snodi dell’evoluzione urbana e culturale di Genova.
Con un titolo volutamente provocatorio, che richiama il celebre pamphlet di Tom Wolfe, Maledetti Architetti riflette sull’approccio dei progettisti verso la città e l’architettura del Novecento: un rapporto spesso conflittuale, fatto di incomprensioni culturali ma anche di fascinazione, amore e rinnovata curiosità.
L’assessore alla Cultura del Comune di Genova Giacomo Montanari spiega: «Questa rassegna cambia il modo di fare cultura in città, come le trasformazioni urbane hanno cambiato modo di fruire della città. Il fatto di dire “ci piace” o “non ci piace” è il modo di reagire. Il Novecento è stato un Secolo di amore e odio. Questa rassegna è un’eccellenza della produzione culturale cittadina e credo nella possibilità di coinvolgere anche i turisti».
Maurizio Michelini, ingegnere e consigliere della Camera di Commercio, aggiunge: «L’architetto vede l’anima di un edificio ed è vero che nei luoghi belli decresce la criminalità». L’iniziativa consente di saperne di più su alcune opere su cui occorrerà anche fare delle scelte: «Si parla di un referendum sulla sopraelevata, ma le persone sono informate? Questa iniziativa consente di sapere, altrimenti la risposta è come tirare una monetina. Pensiamo a opere la cui vita nominale è superata. Più che chiederci se sono a norma dobbiamo pensare: sono sicure?»
Simona Gabrielli, presidente della Fondazione Ordine Architetti di Genova dice: «L’architettura del Novecento ha forse bisogno di avere una chiave d’accesso, spesso diamo giudizi estetici senza conoscere da dove parte, da quali principi e da quale idea di città. Il disvelamento è necessario. Ogni visita è un’esperienza di scoperta e di riflessione sul proprio rapporto con la città, le trasformazioni della storia e dell’identità urbana di Genova da osservare da una nuova prospettiva. Un grazie a Jacopo Baccani e ai numerosi architetti che con la Fondazione hanno costruito i contenuti di questa edizione».
Baccani è il coordinatore dello staff scientifico dell’iniziativa.
Sopraelevata, il filo conduttore
L’edizione 2025 intreccia ricorrenze significative: i sessant’anni della Sopraelevata Aldo Moro e della centrale solare di Sant’Ilario, i novant’anni della Camionale e del primo restauro di Palazzo Ducale, il centenario del Palazzo della Navigazione Generale Italiana, il centoventesimo anniversario della nascita di Ignazio Gardella e dell’inaugurazione della stazione Brignole, il ventennale della scomparsa di Claudio Andreani e i sessant’anni dalla morte di Enzo Bifoli.
In questo quadro, la Sopraelevata Aldo Moro diventa il filo conduttore dell’intero programma: un’infrastruttura simbolo, amata e contestata, che attraversa la città e ne incarna la tensione verso la modernità. Seguendo il suo tracciato, il percorso esplora edifici e luoghi che le sorgono accanto e da essa si possono scorgere, invitando a guardare Genova da una prospettiva inedita, dinamica e contemporanea.
Dal “Novecento” del Palazzo Lanata di Angelini e Narizzano, sorto nel quartiere in trasformazione di San Benigno, alle ardite infrastrutture della Sopraelevata Aldo Moro di De Miranda, la città si racconta nei suoi continui processi di ridefinizione. La tensione innovativa anima la Chiesa di Santa Maria della Vittoria di Cesare Fera e Luciano Grossi Bianchi, esempio insieme rigoroso e poetico di architettura spirituale di ricerca formale nel clima del rinnovamento ecclesiale del dopoguerra.
Il racconto prosegue con il dipartimento di Architettura e Design di Gardella e Grossi Bianchi e il Dipartimento di Economia di Aldo Luigi Rizzo, testimonianze della rigenerazione urbana del secolo Novecento capaci di innestare modernità e memoria nei tessuti storici della città.
Accanto a questi interventi, il Palazzo Flotta Lauro di Morozzo della Rocca e la Piazzetta Jacopo da Varagine di Castello e Sciaccimarro riflettono le diverse risposte alla ricostruzione postbellica, tra tradizione e volontà di rinnovamento. Sullo sfondo, Piazza De Ferrari, cuore simbolico di Genova, e il Palazzo Siat di Luigi Vietti raccontano l’evoluzione della città verso una nuova centralità economica e direzionale. Un racconto corale che restituisce il volto di una Genova dinamica, complessa e sorprendentemente contemporanea, capace di reinventarsi attraverso l’architettura.
Due “anticipi” e un post evento
La due giorni sarà anticipata da due appuntamenti introduttivi: martedì 11 novembre la visita guidata ai Magazzini del Cotone a cura di Jacopo Baccani; giovedì 13 novembre all’Archivio di Stato, incontro con Caterina Olcese Spingardi, Progettare fra due secoli.
Nel weekend di manifestazione, sabato 22 e domenica 23 novembre, il post-evento vedrà il ritorno di Domus Mare (Bogliasco) con un’esposizione dedicata ai progetti di Claudio Andreani e Marcella “Mare” Colombo, luogo sospeso tra arte, architettura e vita quotidiana, aperto eccezionalmente per l’occasione.
Tre eventi collaterali e un tour guidato
Bifoli qua, Bifoli là, omaggio all’eclettico artista e architetto Enzo Bifoli attraverso una selezione di disegni conservati al Centro DOCSAI;
Carlo Felicissimo – La mostra dei modelli ritrovati, a cura di Valter Scelsi per il Dipartimento Architettura e Design dell’Università di Genova, con l’esposizione dei modelli lignei originali del progetto per la ricostruzione del Teatro Carlo Felice restaurati e presentati per la prima volta dopo decenni e l’apertura della centrale solare di Sant’Ilario presso l’Istituto Agrario Marsano, la prima centrale termolettrica a energia solare al mondo ideata dal fisico Giovanni Francia: visite a cura della Fondazione Ansaldo (sabato 15) e dell’Associazione InGE (domenica 16) con la partecipazione dell’ing. Laura Francia e della dott.ssa Sara Gollessi del C.E.R. Sole;
Genova su ferro, un tour che invita a riscoprire la città attraverso uno dei suoi fili conduttori più affascinanti: la rete ferroviaria e metropolitana.
Il programma di Maledetti Architetti in sintesi
11 novembre, martedì
Magazzini del Cotone – a cura di Jacopo Baccani
13 novembre, giovedì
Archivio di Stato – Progettare fra due secoli a cura di Caterina Olcese Spingardi
Gradita la prenotazione a questi contatti:
tel. 010 537561
e-mail as-ge.comunicazione@cultura.gov.it
15–16 novembre, sabato–domenica:
Chiesa Santa Maria della Vittoria – a cura di Francesco Rosadini
Palazzo Lanata – a cura di Camilla Ponzano
Sopraelevata (solo domenica 16 mattina) – a cura di Anna Sala, Marianna Giannini, Alessandro Meloni, Giulia Sola, Livio Frisnena
Dipartimento di Economia – a cura di Antonio Lavarello
Palazzo Flotta Lauro – a cura di Duccio Prassoli
Piazzetta Jacopo da Varagine – a cura di Sara Rulli
Dipartimento di Architettura e Design – a cura di Ayla Schiappacasse
Piazza De Ferrari – a cura di Gian Luca Porcile
Palazzo SIAT – a cura di Manuel Gelsomino
22–23 novembre, sabato–domenica:
Domus Mare (Bogliasco) – a cura di Elisabetta Canepa, Vittoria Bonini
Eventi collaterali – 15 e 16 novembre
Bifoli qua, Bifoli là – a cura di Agnese Schena presso DocSAI
Apertura centrale solare Sant’Ilario – a cura Fondazione Ansaldo e Associazione InGE
Carlo Felicissimo – esposizione modellini presso Carlo Felice
Tour Genova su ferro – a cura di Alessandro Ravera
























