Corsi certificati a livello europeo per le competenze nei porti in materia di transizione energetica. Questo l’obiettivo di Blue Ports, acronimo di Blue Careers in Net Zero Energy Ports, un progetto che coinvolge cinque Paesi e otto partner. A coordinare le attività la Grecia con la Technical University of Crete e in particolare il Renewable and Sustainable Energy Systems Lab. Per l’Italia il partner è il Distretto Ligure delle Tecnologie Marine scrl.
I corsi riguardano sia le organizzazioni che operano nelle aree portuali o che le gestiscono, tra cui le Autorità di sistema portuale per i porti di piccole e medie dimensioni. I corsi, gratuiti, sono in partenza tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 e daranno la qualifica di Port Sustainability Operator o Port Sustainability Officer. Saranno corsi integrabili con l’attività lavorativa, le ore da dedicare allo studio varieranno tra una a tre ore alla settimana in media e dureranno all’incirca due mesi.
L’Europa ospita oltre 1.200 porti garantendo 2,5 milioni posti di lavoro. Il trasporto marittimo rappresenta il 3-4% delle emissioni totali di CO2 dell’UE, di cui il 6-7% generate in banchina, aggravato da una rilevata carenza di conoscenze, competenze e capacità necessarie per gestire la transizione verde dei porti.
L’obiettivo di Blue Ports è contribuire attraverso la formazione a ridurre l’impatto ambientale dei porti mantenendo competitività e offrendo opportunità di aggiornamento e riqualificazione al capitale umano.
Davide Ritarossi, project manager del Dltm, spiega: «La certificazione sarà basata sulla ISO 17024, per cui su una normativa riconosciuta a livello internazionale per la qualificazione e certificazione del personale».
L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale aderirà al progetto con alcuni dei suoi dipendenti, ha anticipato nel video qui sotto la segretaria generale Federica Montaresi.
























