«Il governo è consapevole del fatto che l’Italia può giocare un ruolo primario nel settore subacqueo e marittimo e intende sostenere una politica di sviluppo delle imprese in questo comparto». Lo ha dichiarato il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, intervenuto in video a Seafuture, rispondendo alle domande di Cristiana Pagni, presidente di Ibg-Italian Blue Growth, l’organizzazione che promuove e organizza la manifestazione in corso all’Arsenale della Spezia.
«Stiamo cercando di vedere – ha aggiunto Giorgetti – come promuovere una dimensione industriale nella sicurezza, e sostenere le imprese che vogliono investire».
Secondo il ministro siamo in una fase di svolta radicale: «Siamo passati da una concezione per cui investire nella difesa era quasi un tabù a una sorta di frenesia per cui si vuole tutto e subito. Noi rispettiamo gli impegni internazionali per quanto riguarda sia il bilancio sia le capacità difensive e logistiche».
Investire nella difesa, ha aggiunto il ministro, «Deve avere ricadute e stimoli nel sistema economico, le tecnologie innovative promuovono anche l’industria. Le spese per la difesa devono essere interpretate , come avviene in Germania, per promuovere tecnologie e occupazione». Secondo Giorgetti il Polo Nazionale della Subacquea della Spezia, creato sotto l’egida della Marina militare, con la partecipazione di Leonardo e Fincantieri, università e centri di ricerca, è un esempio di collaborazione tra pubblico, imprese, ricerca e industria.
Cristiana Pagni ha poi chiesto al ministro se le grandi imprese possono svogere un ruolo di aggregazione delle pmi loro fornitrici aiutandole a crescere perché permettere ai piccoli di crescere sulla scia dei grandi vuol dire fare crescere tutto il sistema.
«Devono, non possono – ha risposto Giorgetti – per fare un esempio, Fincantieri svolge questo ruolo di aggregazione».

























