Navigazione in sicurezza grazie all’innovazione, come ottimizzare questo questo processo? Per trovare sollecitare idee e proposte sul tema Davide Ritarossi, project manager del Dltm – Distretto ligure delle tecnologie marine, ha organizzato un convegno nell’ambito di Seafuture.
– Qual era l’obiettivo del convegno?
«L’obiettivo era quello di radunare a un tavolo differenti attori di uno stesso ecosistema, cioè quello del settore duale marittimo con un particolare attenzione al settore dell’economy e siamo riusciti a ottenere un ottimo risultato perché abbiamo portato al tavolo lo stato maggiore della Marina Militare con il responsabile del settore innovazione e tecnologie di Maristat, il vicedirettore della Struttura Operativa del Polo Nazionale della dimensione Subacquea, l’ammiraglio Giulio Capelletti, due pmi altamente innovative che fanno parte del nostro consorzio, Leonardo Sistemi Integrati che produce sistemi sonar all’avanguardia, e Sma-rty srl e poi infine siamo riusciti a coinvolgere un competence center di Milano che si chiama Made Competence Center Industria 4.0 specializzato nel supporto al business development, nel settore digitale, nella formazione e cultura d’impresa.
– Da questo apporto di competenze anche di ambiti diversi, cos’è emerso?
«È venuto fuori quello che è lo stato dell’arte attuale in questo settore, cioè nel settore duale nell’ambito marittimo, dall’altra parte abbiamo cercato di tracciare una traiettoria comune che indica percorsi di innovazione, funzionali agli obiettivi strategici di difesa della Marina però facendo vedere in che modo le imprese possono supportare il raggiungimento di questi obiettivi e quindi con la presentazione di proposte tecnologiche funzionali all’operatività nel settore underwater o nel settore delle comunicazioni. Dall’altra parte grazie al competence center abbiamo capito in che modo centri di ricerca o organizzazioni del settore riescono a supportare l’innovatività delle imprese e quindi la loro competitività a livello nazionale e internazionale».
– Qual è l’indicazione fondamentale?
«La parola fondamentale è cooperazione, serve cooperazione tra gli attori dell’ecosistema, le imprese ci mettono le idee, ci mettono la spinta tecnologica, la Marina recepisce queste innovazioni, le fa proprie e poi le va a impiegare all’interno delle proprie soluzioni in ambito della difesa».
























