Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci risponde a margine del consiglio regionale sull’ipotesi di realizzare un forno elettrico nello stabilimento genovese ex Ilva di Cornigliano, dopo i veti degli enti locali pugliesi per lo stabilimento di Taranto anche per quanto riguarda l’impianto di produzione di preridotto (Dri), che potrebbe invece trovare spazio a Piombino, grazie alla presenza della nave rigassificatrice ex Golar Tundra.
«Mi sembra che ci siano veramente le condizioni adesso per andare decisi verso una certa direzione che ovviamente farà molto bene a Genova», dice Bucci. Lo riporta l’Agenzia Dire.
Nell’eventualità sarebbe una svolta nel percorso di decarbonizzazione che potrebbe consentire di spegnere gli altoforni tarantini, potenziando l’asse siderurgico del Nord Italia. «Non posso dire altro, è troppo presto, altrimenti rompiamo gli equilibri. Prima vorrei avere l’ok dal ministro» taglia corto Bucci
«È una situazione molto delicata, un tema nazionale prima che genovese, per cui bisogna rispettare i passaggi che ci sono − dice la sindaca Silvia Salis a margine del consiglio comunale − prima di fare dei passi mediatici, bisogna verificare bene quali sono le condizioni su quell’area. Noi pensiamo che debba rimanere a vocazione industriale e Genova non deve perdere la siderurgia. L’obiettivo finale deve essere quello di preservare, anzi di aumentare i posti di lavoro e di un lavoro qualificato. Tutto quello che va in questa direzione avrà il sostegno dell’amministrazione, chiaramente avendo completa attenzione alla sostenibilità ambientale. Lo abbiamo sempre detto e questa visione non cambierà. Ogni passaggio non può essere gestito a botte di dichiarazioni, c’è un tema di grande sensibilità nazionale in questo momento: intanto sulla deindustrializzazione, che è una grave emergenza, e sulla dipendenza che la siderurgia nazionale ha da Taranto. Credo che prima di fare qualsiasi mossa o qualsiasi dichiarazione, bisogna avere un quadro più completo della situazione, che al momento non c’è». La sindaca aggiunge che al momento non sono in calendario appuntamenti a Roma sul tema.
Di ex Ilva aveva parlato poco prima anche il vicesindaco, Alessandro Terrile, rispondendo in aula a un’interrogazione del consigliere di Fratelli d’Italia, Francesco Maresca. «Le aree di Cornigliano sono tra le più infrastrutturate del Mediterraneo e l’accordo di programma del 2005 le destina per 1,1 milioni di metri quadrati all’attività siderurgica. Il Comune farà di tutto per confermare la vocazione industriale: la priorità va alla siderurgia. Finché non sarà chiaro quale sarà il nuovo piano industriale di Acciaierie d’Italia, sarebbe un errore ipotecare quelle aree. Genova ha un problema enorme, c’è troppa poca produzione industriale rispetto a tutto il resto: la priorità va data alla destinazione industriale e primariamente alla siderurgia».

























