«Il Comune di Genova e la Regione Liguria hanno raggiunto un risultato molto importante: le donne sono di più degli uomini, circa il 60%, anche a livello dirigenziale. E non c’è differenza di retribuzione. Negli Stati Uniti la differenza si sta appiattendo, non va oltre il 5%, mentre in Italia in media è ancora molto alta, dal 20 al 25%, talvolta anche fino al 30: un ritardo che va contrastato in tutti i modi, primo perché non è giusto, e poi perché abbassa la motivazione. Questa è una delle battaglie che dobbiamo fare tutti assieme». Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Marco Bucci portando il saluto istituzionale alla tappa genovese del roadshow “Giro d’Italia delle donne che fanno impresa”, in programma al Villaggio Italia allestito al Porto Antico in occasione della sosta della nave scuola Amerigo Vespucci. L’incontro, dal titolo “Condurre l’impresa, tracciare la rotta. Donne protagoniste della nuova economia italiana”, è stato dedicato al ruolo delle imprese a guida femminile come leva per uno sviluppo più inclusivo, innovativo e sostenibile.
Bucci ha elencato alcune delle misure concrete messe in campo da Regione Liguria: «Abbiamo bandi specificamente dedicati alle aziende dove il management è femminile. Ci sono bandi per le imprese femminili e per le donne che vogliono cominciare un’impresa. Poi abbiamo corsi specifici riservati alle donne e alle persone che vogliono rientrare nel mondo del lavoro, ad esempio dopo un periodo di maternità o di cura familiare: facilitiamo il rientro finanziando attività di formazione».
«Abbiamo fatto un incontro qualche mese fa per l’imprenditoria femminile nella blue economy – ha aggiunto il presidente della Regione – . Si tratta di un mondo che è stato esclusivamente maschile per secoli: non solo gli equipaggi delle navi, anche i costruttori navali, gli assicuratori, persino gli avvocati marittimisti. Qui a Genova è nata tempo fa un’iniziativa per portare donne manager nel mondo della blue economy. E questo è un grande valore, perché all’estero è già cominciato questo processo. Non va più bene che ci siano mondi, interi settori riservati ai maschi. Ci vogliono iniziative supportate dalla pubblica amministrazione per entrare in questi mondi e abbatterne le barriere. E siccome la blue economy per Genova e la Liguria è fondamentale, la presenza della Vespucci qui lo testimonia, abbiamo deciso di investire in questo settore per aiutare le donne a entrare a livello imprenditoriale e manageriale».
«La parità di genere nel mondo del lavoro e dell’impresa – ha dichiarato la sindaca di Genova Silvia Salis intervenuta all’iniziativa – è un tema fondamentale. In Italia una donna su due non lavora, e quando lo fa spesso è penalizzata da part-time forzati, precarietà e divari salariali. Ma questa non è solo una questione sociale: è una questione economica e strutturale. Occorre dunque alleggerire il carico che grava sulle donne, investire in welfare, servizi e sostenere davvero le imprese che fanno politiche di genere concrete. Penso ad esempio al fondo di maternità che ho già avuto modo di conoscere nella mia esperienza di dirigente sportiva, da destinare alle lavoratrici autonome. Un intervento tangibile per sostenere le donne che uniscono lavoro e maternità».
«È stato un onore – ha detto Salis – portare il saluto della città di Genova a un evento che affronta una questione essenziale come la parità di genere. Come sindaca di una città che ha la giunta più femminile d’Italia tra le grandi città, credo però che la parità non possa fermarsi ai numeri. È importante che un Comune, oltre al compito di sgravare innanzitutto il peso sociale dalle donne con investimenti rilevanti in servizi sociali e welfare, riesca a valorizzare i rapporti con le imprese, le aziende e tutte quelle realtà che, al loro interno, fanno della parità di genere un tema reale e non di bandiera. Un modo per promuovere concretamente la presenza delle donne nel mondo delle istituzioni che in Italia – ha detto Salis – vede le sindache essere oggi soltanto il 15% del totale. Va compreso che un Paese dove le donne assumono posizioni di rilievo nel mondo dell’impresa, dell’industria, dell’artigianato, del sociale e della politica è un Paese dove non solo noi donne viviamo meglio, siamo più sicure e abbiamo stipendi più adeguati, ma è un Paese dove vivono meglio tutti».
L’evento “Condurre l’impresa – tracciare la rotta. Donne protagoniste della nuova economia” (inserito nel “Piano Nazionale dell’Imprenditoria femminile”, progetto del ministero delle Imprese e del made in Italy e finanziato dall’Unione Europea con le risorse del Next Generation EU che Invitalia, soggetto gestore, realizza in collaborazione con Unioncamere), è proseguito con la tavola rotonda “Fare impresa, dare direzione: la leadership femminile tra visione, azione e sviluppo”, con la partecipazione di Donatella Proto, direttore generale del PNRR del Ministero delle Imprese e Made in Italy; Gianluca Fiorillo, responsabile Area beni strumentali e brevetti di Invitalia; Tiziana Pompei, vice segretario generale Unioncamere.
Nel corso dell’evento si è tenuta la presentazione di “Made in Italy impresa al femminile”, la mostra sulle imprenditrici italiane a cura di Gilda Gallerati, presidente del Comitato unico di garanzia del Mimit, prima dell’altra tavola rotonda “#Madeinwomanmadeinitaly, Il Valore dei talenti femminili per il Made in Italy”, moderata da Isa Maggi, coordinatrice Stati generali delle donne e animata dagli interventi della prorettrice vicaria dell’Università di Genova Nicoletta Dacrema e dalla sindaco di Testico (SV) Lucia Moscato.
Infine, dopo le testimonianza di alcune imprenditrici tra innovazione e Made in Italy, i lavori sono terminati con le conclusioni a cura della presidente di Comitato Imprese Donna Valentina Picca Bianchi.
























