Sanità, delibera di Alisa per la presa in carico neuropsichiatrica dei minori

Gruppo Pd: "Tagli alle prestazioni e famiglie davanti a bivio: accettano o sono fuori da liste d'attesa". Gratarola: "Nessuna prestazione negata, piani individualizzati"

Sanità, delibera di Alisa per la presa in carico neuropsichiatrica dei minori

Appropriatezza ed equità della cura con la nuova delibera 278 di Alisa del 20 novembre 2023 sono ulteriormente garantite. Alisa e Regione lo ribadiscono, evidenziando il lavoro svolto dal gruppo di specialisti di neuropsichiatria delle Asl della Liguria nella stesura del documento “Indirizzi per l’offerta terapeutico – riabilitativa rivolta ai minori all’interno dei servizi territoriali di neuropsichiatria dell’Infanzia e adolescenza“, oggetto di critiche da parte del gruppo Pd in Regione.

«Come sottolineato dal gruppo di lavoro dei professionisti che hanno concepito questa delibera in sinergia con Alisa e Regione – afferma l’assessore alla Sanità di Regione Liguria Angelo Gratarola – si è puntato a stilare un documento migliorativo in termini di appropriatezza ed equità di accesso alle cure che garantisca la presa in carico di un maggior numero di minori, assicurando a pieno la loro assistenza. Stupisce che il Pd, per alimentare polemiche pretestuose, voglia stigmatizzare il lavoro dei nostri specialisti. Siamo consapevoli delle problematiche che le famiglie devono affrontare e proprio per questo vogliamo ribadire che il documento non nega le prestazioni raggiunta una certa età. Semmai le calibra in termini di appropriatezza ed opportunità seguendo le raccomandazioni scientifiche. Il piano riabilitativo deve essere immaginato come un percorso che accompagna lo sviluppo del minore proponendo con un’offerta di interventi il più possibile ampia».

«Alisa, che sulla carta dovrebbe occuparsi della salute dei suoi cittadini, impone un tetto ‘massimo’ alle prestazioni, limitandone l’accesso solo in certe fasce di età come se nelle altre fasce il disturbo non esistesse o scomparisse, introducendo un principio che è scientificamente, clinicamente e politicamente sbagliato», ha commentato il consigliere regionale del Partito democratico Enrico Ioculano.

Secondo la Regione, i trattamenti individualizzati e personalizzati, ancora oggi garantiti, vengono supportati da una maggiore appropriatezza: fa parte, infatti, della metodologia professionale del neuropsichiatra considerare il piano riabilitativo individualizzato come strumento principale di lavoro per assistere il minore anche in deroga alle indicazioni del documento tecnico purché sia accertata l’adeguatezza e l’appropriatezza dell’intervento proposto.

Nello specifico le fasce di età indicate per garantire le prestazioni tengono conto delle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità, le indicazioni contenute nell’allegato alla delibera, inoltre, permettono un adattamento personalizzato e modulato anche sulla risposta individuale ai trattamenti proposti per ciascun paziente (ad es. laddove sono indicate un numero massimo di sedute nell’anno). Pertanto, i clinici possono valutare, sulla base del quadro clinico presentato, la migliore distribuzione nel corso dell’anno e combinazione delle prestazioni indicate e prescritte esplicitandole nella redazione del piano riabilitativo individualizzato. Per tutti i pazienti con età superiore ai 15 anni, fatte salve le patologie neuromotorie e le paralisi cerebrali infantili, sono indicati percorsi di inclusione sociale con valenza educativa. È prevista la possibilità, nel caso lo si ritenga necessario, di prescrivere ulteriori prestazioni riabilitative in sinergia con le strutture di neuropsichiatria del territorio. Tali percorsi risultano raccomandati per questa fascia di età. Infine, in merito all’uscita dalla lista d’attesa a seguito di rifiuto delle cure riabilitative da parte della famiglia, la stessa famiglia potrà, qualora lo richieda, nuovamente accedere al servizio seguendo l’iter previsto e la famiglia può scegliere i centri ambulatoriali riabilitativi ritenuti adeguati sulla base delle esigenze specifiche.

Regione Liguria e Alisa ricordano inoltre che è già agli atti lo stanziamento di 3 milioni di euro per il 2024 per l’acquisto di pacchetti terapeutico-riabilitativi da parte delle Asl anche presso strutture, associazioni, centri privati autorizzati e liberi professionisti, in modo da facilitare il più possibile la presa in carico dei bambini che sono in lista d’attesa da ben oltre 18 mesi. Questo provvedimento è indirizzato sia a chi, nel frattempo, ha provveduto ad accedere con risorse proprie alle cure sia a chi non ha avuto la possibilità di intraprendere un percorso di cura. Il finanziamento si aggiunge ai 5 milioni stanziati negli ultimi anni per incrementare le prestazioni che sono aumentate per quanto riguarda le prime visite da 3700 del 2021 a 6122 nel 2023 e, per quanto concerne i pazienti in carico per la riabilitazione da 1886 del 2021 a 6266 a fine 2023.

Diversa la lettura del Gruppo Pd in Regione che attacca: “Toti, tramite Alisa sceglie nei fatti di tagliare le prestazioni e di porre pure le famiglie di fronte a una scelta: o accetti le prestazioni, anche se sono meno di quelle che servono, oppure ti cancelliamo dalle liste d’attesa. Un modo indecente di farle scorrere: non aumentando il personale, ma diminuendo i servizi, costringendo le famiglie a cercarsi fuori – dai privati – le prestazioni che il servizio sanitario regionale non garantisce e anche la presa in carico dopo i 14 anni e una volta diventati maggiorenni, visto che non ci sono più percorsi garantiti. Negli anni abbiamo stanziato risorse importanti per abbattere le liste d’attesa, ma la destra ha solo in testa l’idea di spingere tutti, volenti o nolenti, verso il privato. Purtroppo si comincia a tagliare dai bambini, nonostante gli annunci”.

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