Avvio in ribasso per la Borsa di Milano, al pari del resto del mondo, alla luce delle preoccupazioni per la tenuta dell’economia cinese.
L’indice Ftse Mib cede lo 0,73% a 30.116 punti. Nel listino principale vendite su Campari (-1,5%), Moncler (-1,4%), Iveco (-1,4%).
Si muovono in controtendenza Tim (+2,4%) e Mediobanca (+0,9%).
Avvio in deciso calo anche per le principali Borse europee. Londra -1,32%, Parigi -1,15%, Francoforte -1,03%.
Borse asiatiche in rosso, con i listini cinesi in forte ribasso in scia a una serie di dati macroeconomici che hanno evidenziato il permanere della debolezza del mercato immobiliare di Pechino e la persistenza delle spinte deflazionistiche. Limita i danni Tokyo (-0,4%).
In mattinata il mercato aspetta il dato finale sull’inflazione dell’Eurozona a dicembre, dopo il 2,9% preliminare, mentre a Davos parleranno i ‘falchi della Bce, Joachim Nagel e Klaas Knot, e soprattutto la presidente Christine Lagarde. Dagli Usa arriveranno invece nel pomeriggio i dati sulle vendite retail, la produzione industriale e le scorte di magazzino.
Le preoccupazioni per l’economia si riflettono anche sui prezzi delle commodities con il petrolio Wti in calo dell’1% a 71,7 dollari e il Brent che cede lo 0,8% a 77,6 dollari mentre l’oro arretra dell’1% a 2.020 dollari l’oncia.
Nei cambi l’euro è in ribasso negli scambi con il dollaro ma guadagna posizioni nei confronti della divisa nipponica. La moneta unica passa di mano a 1,0860 dollari con un ribasso dello 0,14% e a quota 160,5 negli scambi con lo yen (+0,27%).
Lo spread tra Btp decennale italiano e corrispondente Bund tedesco è in aumento a 164 punti base (+1,85%), il rendimento è a +3,89%.
























