In un’annata non certamente positiva per la Borsa di Milano, con una perdita del 14,5% da inizio anno e una capitalizzazione che scende a 626 miliardi contro i 757 di fine 2021, ecco come sono andati in Borsa i liguri e le grandi aziende presenti sul territorio ligure. L’andamento rispecchia un po’ quello generale, ma c’è qualcuno che sorride: Gismondi 1754 e Algowatt.
Algowatt
L’azienda di servizi, presente nell’indice Italia Small Cap, ha una performance annuale ampiamente positiva: +48,97%. Il massimo dell’anno è stato raggiunto il 4 maggio 2022 (1,275 euro), il minimo il 7 marzo 2022 (0,306 euro).
Bper Banca
Per Bper Banca (quotata nel Ftse Mib) è stato l’anno dell’acquisizione del Gruppo Carige. Il 2022 si chiude con una performance annuale di lieve guadagno (+5,39%). Prezzo minimo raggiunto il 15 luglio con 1,245 euro ad azione, il massimo è stato il 2 febbraio con 2,222 euro.
Centrale del Latte d’Italia
Non un anno brillante per Centrale del Latte d’Italia (quotata anche nel segmento Star) che recupera soprattutto nell’ultimo mese, perdendo sull’anno il 15,61%. Il massimo annuale si è registrato il 5 gennaio (3,50 euro), il minimo dell’anno il 24 novembre (2,40 euro)
Circle
Senza troppi scossoni, a parte un sensibile calo a marzo, per Circle, quotata sul Ftse Italia Growth: -1,57% la performance sull’anno. L’azienda ha seguito un andamento altalenante, con risultati incoraggianti nell’ultima parte dell’anno. Minimo raggiunto il 7 marzo (2,96 euro), massimo il 25 maggio (3,92 euro).
Un inizio anno difficile ha impedito a EdiliziAcrobatica di proseguire sui numeri da capogiro degli anni scorsi. L’azienda specializzata nell’edilizia a fune, quotata sul Ftse Italia Growth, si attesta su una performance annuale negativa dell’11,14%, ma con gli ultimi sei mesi in costante crescita. Il massimo dell’anno è stato toccato il 14 aprile (18,20 euro), il minimo il 7 marzo (11,45 euro).
Erg
Promossa nel Ftse Mib, Erg chiude il 2022 con un guadagno dell’1,82% rispetto al termine del 2021. L’azienda ormai totalmente dedicata alle energie rinnovabili, soprattutto eolico, ha registrato un picco il 26 agosto a 36,04 euro e un minimo il 22 febbraio (22,98 euro).
Fincantieri
L’anno che ha visto l’addio a Giovanni Bono dopo tanti anni in Fincantieri, termina con una performance negativa dell’11,19%. L’azienda, quotata nel Ftse Italia Mid Cap, ha oscillato di 20 centesimi al massimo sul prezzo: massimo il primo marzo (0,6495 euro), minimo il 24 febbraio (0,4488 euro).
Fos
Non è andata bene come l’anno scorso a Fos. L’azienda tecnologica genovese che fa parte del Ftse Italia Growth ha perso il 20,26% in un anno. Prezzo minimo il 6 ottobre 2022 (2,85 euro), massimo il 6 gennaio (3,99 euro).
Giglio Group
Non un anno positivo dal punto di vista del valore delle azioni per Giglio Group. L’azienda specializzata in e-commerce quotata nel segmento Star, ha perso il 31,65%, soprattutto negli ultimi sei mesi. Prezzo massimo 2,045 euro il 12 gennaio, minimo 1,08 il 29 settembre. Giglio, che ha cambiato parecchio, anche nel core business, ha avuto un calo sensibile negli ultimi cinque anni: all’epoca le azioni valevano sei-sette euro.
Un anno quasi più brillante dei gioielli che produce per Gismondi 1754, che fa parte dell’indice Ftse Italia Growth: in un anno la performance è stata straordinaria: +129,03% con un crescendo soprattutto nell’ultimo trimestre. Il minimo per azione è stato raggiunto l’8 marzo (2,94 euro), il massimo proprio ieri: 7,35 euro.
Un 2022 negativo per gli azionisti di Iren. La multiutility, quotata nel Ftse Italia Mid Cap, ha subito un lento e costante calo del valore dei suoi titoli (-45,06% in un anno), influenzati probabilmente dall’incremento dei prezzi dell’energia, tanto che il massimo annuale è stato lo scorso 4 gennaio (2,748 euro). Minimo toccato il 13 ottobre (1,265 euro).
Una spinta legata alla guerra in Ucraina e un ritorno a una quotazione sottostimata rispetto a quanto sostengono gli analisti. L’anno di Leonardo è stato caratterizzato da una grande ascesa del prezzo nella parte centrale di questo 2022. L’azienda, quotata nel Ftse Mib, ha toccato l’apice l’8 giugno (10,895 euro) e il minimo il 7 febbraio (6,048 euro). Sull’anno ha comunque un guadagno del 27,89%.
Non è riuscita a recuperare completamente rispetto ai numeri di inizio anno Maps, azienda presente nel listino Ftse Italia Growth. La perdita sull’anno è del 9,60%. Massimo raggiunto lo scorso gennaio (il 4 a 4,01 euro) e minimo toccato il 30 settembre a 2,90 euro.
Le grandi operazioni di acquisizione hanno spinto gli investitori a credere nello sviluppo di Orsero. L’azienda alimentare specializzata nella produzione e distribuzione della frutta, quotata nell’indice Star e Small Cap, ha chiuso con una performance a +11,43%. Minimo toccato il 25 gennaio (10,05 euro), massimo il 6 settembre (17,34 euro).
Racing Force
Nell’anno della doppia quotazione (anche a Parigi) per Racing Force, la performance annuale segna un -8,79% a causa del calo a centro anno. L’azienda che produce abbigliamento e dispositivi di sicurezza anche per la Formula 1, è quotata sul Ftse Italia Growth. La performance sui sei mesi è invece a +27,91%. Il massimo annuale è stato il 3 gennaio scorso (6,11 euro), il minimo toccato il 14 giugno a 4,065.
Anche Redelfi fa parte del Ftse italia Growth e chiude il 2022 esattamente in pari rispetto all’inizio dell’anno. La Esg management company, paga un bimestre nero (settembre-ottobre), recuperando valore negli ultimi due mesi. Prezzo minimo dell’anno 0,672 euro (l’11 ottobre), prezzo massimo 1,37 (il 10 giugno).
Lo sviluppo di grandi impianti a fonte rinnovabile è il core business di Renergetica, quotata sul Ftse Italia Growth. La performance sull’anno è leggermente positiva (+1,49%). Ampia, però l’oscillazione: prezzo minimo il 7 marzo (5,20 euro), prezzo massimo 7,92 euro (il 5 ottobre).
L’azienda specializzata in cybersecurity, presente nel listino Ftse Italia Growth, ha perso quasi il 10% quest’anno (-9,57%). Tuttavia negli ultimi sei mesi la performance è del +12,21%. Prezzo minimo 2,30 il 27 ottobre, quotazione massima il 4 gennaio: 4,30 euro.
Nonostante la guerra in Ucraina e l’inasprimento dell’embargo nei confronti del mercato russo, Sanlorenzo (indice Ftse Italia Star), azienda di produzione di yacht, è riuscita a mantenere stabile la propria performance annuale perdendo solo lo 0,81%. Un recupero quasi costante dopo il crollo dell’8 marzo (azioni a 27,15 euro). Il massimo toccato quest’anno è stato 41,9 euro il 23 febbraio. A rassicurare gli investitori un portafoglio ordini pienissimo anche sui megayacht e numeri rassicuranti sul bilancio.



































